cura delle piante da interno

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cura delle piante da interno – come avere una foresta in casa

Come prendersi cura delle piante da interno e trasformare la propria casa in una foresta. Di piante da interno ne esistono molte e ognuna di esse ha delle esigenze differenti. Qui di seguito troverete le 10 regole fondamentali da seguire per farle stare in salute.

Come prendersi cura delle piante da interno: le 10 regole fondamentali:

  1. da dove vengono. Sapere da quale habitat e da quale zona geografica provengono le piante che accogliamo in casa può essere un buon punto di partenza per la loro corretta gestione. Una pianta originaria delle foreste tropicali avrà necessità differenti da un’altra proveniente da una zona a clima mediterraneo.
  2. come sceglierle. Nella scelta dobbiamo sempre considerare 4 fattori fondamentali: le necessità della pianta, il tempo che le possiamo dedicare, la grandezza che potrà raggiungere, e lo spazio a disposizione. Esistono piante più o meno facili. Per fortuna i vegetali hanno una grande capacità di adattamento.
  3. quanta acqua. Questo fattore dipende dal tipo di pianta: pianta grassa, pianta con rizoma, pianta carnivora, eccetera. L’importante è evitare i ristagni d’acqua che potrebbero comportare dei marciumi radicali.
  4. come bagnare. Il corretto metodo per irrigare una pianta da interno sarebbe quello di riempire il sottovaso. Attendere che l’acqua venga assorbita, eliminando poi quella in eccesso per evitare ristagni. Questa regola vale soprattutto in estate quando le piante hanno una maggiore necessità di irrigazioni. In inverno alcune piante andranno solo leggermente inumidite e si potrà quindi aggiungere poca acqua direttamente nel vaso.
  5. quanta luce. A meno che non venga espressamente indicato, la maggior parte delle piante da interno vive bene in un ambiente ombroso ma con buona illuminazione. Alcune di esse però gradiscono la luce solare per alcune ore del giorno: diretta oppure filtrata attraverso una tenda.
  6. dove posizionarle. Evitate le finestre a sud per non bruciare le foglie delle piante più delicate. Le finestre a nord ricevono una quantità di luce costante e mai diretta. Privilegiate le finestre a est rispetto a quelle a ovest che hanno una intensità luminosa maggiore. Evitate gli angoli lontani dalle finestre: sono i punti meno luminosi all’interno di una stanza.
  7. a che temperatura. La temperatura corretta a cui fare crescere le piante dipende da dove provengono. La maggior parte delle piante da interno provengono dalle zone tropicali ed equatoriali. Vivono perciò mediamente ad una temperatura che può andare dai 13° ai 24° C. Con alcune eccezioni e con l’abilità di adattamento che contraddistingue tutti i vegetali.
  8. quanta umidità. Alcune piante hanno necessità di vivere in un ambiente molto umido. Andranno inumidite regolarmente con uno spruzzino contenente acqua distillata, per non macchiare le foglie di calcare. In estate e all’accensione dei termosifoni, a causa dell’avaporazione maggiore, si dovrà spruzzare la pianta con maggiore frequenza.
  9. gestione invernale. Anche per le piante d’appartamento la stagione fredda è una stagione difficile. Evitate di posizionarle di fianco o sopra un termosifone, aumentate leggermente le irrigazioni se non potete fare altrimenti. Se osservate l’ingiallimento e la perdita di alcune foglie è del tutto normale anche per le piante coltivate ‘indoor’.
  10. pulizia delle foglie. Procedere saltuariamente con la pulizia delle foglie con un panno umido per rimuovere la polvere. le nostre piante che coltiviamo in casa non possono beneficiare della pioggia per la loro pulizia fogliare. Pulire delicatamente le foglie sostenendole con l’altra mano per non romperle.

la regola fondamentale per la cura delle piante da interno è dipende…


I 5 errori nella cura delle piante da interno – sbagliando si impara

  1. eccessivi spostamenti. Lasciate le piante in una posizione fissa in casa. Ogni spostamento non necessario per loro è uno stress e ne consegue uno spreco di energia per ruotare le foglie verso la fonte luminosa.
  2. basse temperature. Le piante possono sopravvivere a brevi periodi a basse temperature. Aprite tranquillamente le finestre senza paura ucciderle. Evitate però di posizionarle all’esterno durante l’inverno. Se le volete mettere all’esterno durante la bella stagione abituatele gradualmente e aspettate che sia passato il rischio di gelate tardive.
  3. foglie gialle. Il primo sintomo che qualcosa non va. Ma non sempre deve essere qualcosa di drammatico e irreversibile. L’ingiallimento potrebbe essere determinato da diverse cause. Potrebbe essere semplicemente una mancanza di acqua nel terreno. Inoltre durante la stagione fredda anche le piante in casa possono perdere alcune foglie. Le altre cause più preoccupanti sono: necessità di concimazione, presenza di un parassita, marciume radicale.
  4. ristagni e marciumi. Quando si esagera con l’irrigazione, lasciando acqua nel sottovaso, si sottopone la pianta a uno stress da ristagno idrico. Se questo errore è ripetuto nel tempo si provocano dei marciumi radicali con la conseguente morte della pianta. L’unico metodo per provare a salvare la pianta è travasarla sostituendo il terriccio fradicio con nuovo substrato.
  5. scottature da sole. Quando posizioniamo le piante in un punto all’interno o all’esterno controlliamo se queste verranno colpite dalla luce diretta del sole. Piante non abituate possono facilmente scottarsi. Abituatele gradualmente oppure proteggetele con una tenda o con un telo. Anche le foglie nuove possono bruciarsi in caso di irraggiamento luminoso eccessivo.

evitate di ripetere l’errore…

Le 10 regole per esperti per la cura delle piante da interno – sperimentare sempre

  1. rinvasare. Se il terriccio del vaso vi sembra troppo compresso. Oppure se osservate, svasando delicatamente le piante, che le radici costituiscono ormai un groviglio impenetrabile, procedete con il rinvaso. Il periodo migliore è la primavera, poco prima del risveglio vegetativo, oppure l’autunno. Scegliete un vaso di una dimensione maggiore, svasate la pianta, riempite la base del vaso con un po’ di argilla espansa. Posizionate la pianta in modo tale che la porzione alla base del fusto / fogliame (colletto) si trovi al livello del terreno e non sotto terra. Riempite lo spazio attorno alla zolla di terriccio universale (valido per la maggior parte delle piante) pressando leggermente. Bagnate la miscela per favorire la radicazione. Qui trovate un elenco di buone pratiche per la coltivazione in contenitore.
  2. concimare. Se le piante sono da troppo tempo nello stesso vaso e il verde delle foglie sembra sbiadirsi tendendo al giallo, è il momento di concimarle. Se avete appena fatto un trapianto potete evitare se volete di procedere con la concimazione. Il periodo migliore per concimare va dalla primavera all’autunno. Ricordatevi che il concime non è una medicina e dovrete dosarlo con cautela. Il rischio è uccidere le vostre piante. I fertilizzanti contengono in percentuali differenti una miscela di elementi nutritivi necessari al corretto sviluppo dei vegetali. Azoto per lo sviluppo di foglie e fusti, fosforo per lo sviluppo radicale, potassio per fiori e frutti. I microelementi in misura minore per uno sviluppo equilibrato. I concimi possono essere in forma liquida o solida (coni, pastiglie, granuli), possono essere subito disponibili o a lento rilascio. Purtroppo non esiste una regola fissa. Abbiate accortezza di scegliere il concime corretto e di impiegarne la giusta dose.
  3. come potare. La potatura delle piante d’appartamento è consigliata per mantenere la forma di coltivazione preimpostata oppure per contenere le dimensioni. Inoltre sarà assolutamente necessaria per eliminare eventuali parti malate o secche. I rami si potano qualche millimetro sopra il nodo sottostante. Le foglie delle piante a crescita basale vanno eliminate tagliando il più possibile vicino alla base. Abbiate cura di eseguire le operazioni con lame affilate e disinfettate. Non esiste un periodo ottimale per questa operazione, ma sarebbe meglio potare verso l’autunno.
  4. talee. Le parti potate oppure altre porzioni di pianta tagliate si presteranno benissimo per ottenere delle talee radicate. Il periodo migliore per ottenerle va dalla primavera in poi. Il modo più semplice per farle radicare è immergerle in acqua nel corretto senso (foglie verso l’alto), posizionando una o due gemme sott’acqua. Per le talee in terra potete utilizzare anche un ormone radicante che velocizzerà l’emissione e lo sviluppo delle radici. Non tutte le piante si prestano a questo tipo di moltiplicazione, mentre per altre ci vorranno anche un paio di mesi. Una volta radicate in acqua le nuove piantine potranno essere trapiantate in terra, avendo l’accortezza di tenere durante il primo periodo molto umido il substrato. Abbiate pazienza!
  5. insetti. Se osservate sulla pianta alcuni insetti potrebbero essere dei parassiti che stanno nutrendosi della vostra beniamina. I più comuni parassiti sono cocciniglie, sciaridi, acari, mosche bianche, afidi e altro. Non esiste un cura unica. Vi consigliamo di sospendere le irrigazioni per ridurre i ristagni, evitare di concimare, isolare la pianta colpita. Eliminate i parassiti dalle foglie oppure tagliate ed eliminate la parte colpita. Presto vi forniremo di una guida monografica sui parassiti e le malattie delle piante da interno! Fate una foto degli ospiti e contattateci per una consulenza.
  6. funghi. I funghi fogliari provocano decolorazioni delle foglie, potrebbero comparire delle macchie nere o gialle sulla lamina fogliare. Potrebbero essere confusi con errori di irrigazione o problematiche causate da poca o eccessiva illuminazione. Se pensate che le vostre piante abbbiano contratto una malattia fungina isolate i pazienti, eliminate dove possibile le zone colpite. Se state potando disinfettate le lame delle forbici, sospendete le concimazioni e diminuite l’irrigazione. Potete somministrare un anticrittogamico generico. Presto vi forniremo di una guida monografica sui parassiti e le malattie delle piante da interno! Fate una foto delle zone colpite e contattateci per una consulenza.
  7. quale acqua utilizzare. L’acqua del rubinetto va benissimo per quasi tutte le piante (tranne le piante carnivore che necessitano di acqua piovana o distillata). Nell’acqua le piante trovano gli elementi di cui hanno necessità per svilupparsi. L’acqua proveniente da un addolcitore potrebbe essere carente di alcune sostanze di cui le piante hanno bisogno. Alcune piante non sopportano l’eccessiva durezza di alcune acque, nel caso di coltivazioni ed esemplari particolari andrà eseguita un’analisi delle proprietà chimiche dell’acqua.
  8. luce artificiale. La luce è assolutamente necessaria, anche in misura minima, alla vita delle piante, per poter effettuare la fotosintesi. Alcune piante si sono evolute per vivere a basse intensità luminose, ma non tutte le piante sono uguali. Altre piante possono gradatamente abituarsi a vivere ad una luminosità inferiore rispetto a quella ottimale. Per sopperire alla mancanza di luce solare, nel caso di luoghi che rimangono al buio per molte ore al giorno, si può installare un impianto di illuminazione artificiale. Oggi esistono sul mercato luci a LED prettamente ad uso agricolo e dai bassi consumi elettrici. Sarà necessario temporizzare l’impianto per fornire anche in luogo buio una buona dose di luce alle nostre foglie. La luce artificiale delle nostre abitazioni verrà già apprezzata dalle piante che abbiamo.
  9. propagazione. Se volete moltiplicare le vostre piante potete procedere in due modi. Facendo radicare delle talee per poi trapiantarle in un nuovo vaso oppure dividendo la pianta in due. Per le piante rizomatose (come lo zenzero o la curcuma) si procede tagliando in pezzi il rizoma per poi trapiantarlo. Per le piante che producono tuberi (come l’asparago o il ciclamino) si procede separando l’apparato radicale e i tuberi e procedendo al trapianto. Le piante che producono germogli laterali si propagano dividendoli dalla pianta madre. Le piante che producono stoloni (come le saxifraga o i chlorophytum) si duplicano tagliando via le nuove piantine. Per le piante che sviluppano cespi (come le calathea e molte altre) si procede dividendo in due il pane di radici, facendo attenzione a non rovinare eccessivamente la pianta. Con queste tipologie di moltiplicazione otterremo delle piante clone completamente identiche alla pianta madre.
  10. gestione estiva. Durante l’estate, con l’innalzarsi delle temperature, sarà necessario fornire più acqua alle piante e spruzzarle con uno spruzziono per aumentare l’umidità. La maggior parte delle piante da interno provengono da zone tropicali caldo-umide, con valori di umidità maggiori rispetto ai nostri.

Qui trovate le piante da interno preferite nel 2018.

Aggiungeremo nel tempo guide su come prendersi cura delle piante da interno, come intervenire in caso di determinate necessità, su come coltivare particolari specie di piante o su come risolvere determinate problematiche.

stay tuned . restate sintonizzati

Passateci a trovare in negozio in piazza Fontanesi 6 a Reggio Emilia.

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cura della tillandsia

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cura della tillandsia – come farle stare bene

La cura della tillandsia è molto semplice, ma si dovranno rispettare alcune regole fondamentali per la crescita e il benessere della nostra pianta.

Le tillandsie sono un genere di piante provenienti dal Centro America che comprende circa 600 specie diverse. Sono delle Bromeliacee, parenti strette dell’ananas. Non possiedono un vero e proprio apparato radicale anche se sono dotate di radici per aggrapparsi ad alberi o rocce. Questa vita ‘appesa’ ad altre piante è tipica delle piante denominate epifite, molto comuni nelle foreste tropicali ed equatoriali.

Riescono a sopravvivere assorbendo l’acqua di cui hanno bisogno dall’umidità dell’aria. Sono delle buone indicatrici dell’inquinamento atmosferico, catturando insieme all’umidità anche alcune porzioni delle polveri generate in ambiente urbano.

Sono piante molto rustiche. In condizioni ambientali sfavorevoli ridurranno la loro attività, entrando in riposo vegetativo. Quelle verdi sono le più adatte a vivere in un ambiente ombreggiato, mentre quelle argentate possono ricevere anche alcune ore di luce solare al giorno. Posizionate in una condizione climatica favorevole sono capaci anche di fiorire.

Possono essere posizionate in un vaso di vetro aperto, in un piatto o direttamente su un ripiano o una mensola. Altrimenti è possibile farle pendere dal soffitto legate a un filo. Si possono perfino attaccare a una parete. Oppure ancora essere utilizzate per delle composizioni, fissandole a una base di corteccia, sfagno o licheni.

Come prendersi cura della tillandsia, le 10 regole fondamentali

  1. Utilizzare acqua del rubinetto.
  2. Immegere per qualche minuto in acqua per umidificare la pianta ogni 10 giorni circa (le tillandsie a foglia verde vanno bagnate più frequentemente).
  3. Metterle in una posizione luminosa: di fronte a una finestra esposta a est o a ovest. Una finestra a sud andrà schermata con nuna tenda.
  4. Non esporre tutto il giorno ai raggi diretti del sole, ma qualche ora andrà benissimo (soprattutto per quanto riguarda le tillandsie a foglia grigia).
  5. Non tenere immersa nell’acqua per troppo tempo.
  6. Piantarle in un vaso sarà inutile e rischioso, si potrebbero sviluppare dei marciumi del fusto.
  7. Non incollarla a una parete o non fissarla con del silicone. Utilizzate solamente del filo (nylon, cotone, rame) per legarle a un supporto.
  8. In inverno e in estate (se molto caldo o molto freddo) evitate di lasciare le tillandsie all’esterno.
  9. Evitate di concimarle.
  10. Eliminate le foglie morte o le parti molli del fusto con una forbice dalle lame affilate.

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cura del marimo

cura del marimo - come prendersi cura di un'alga palla - R nel bosco

cura del marimo – come prendersi cura di un’alga palla

La cura del marimo è facile, ma si devono assolutamente rispettare alcune regole fondamentali.

I marimo sono colonie sferiche di alghe (Aegagropila linnaei) che vivono nell’acqua dolce di laghi freddi di Giappone, Islanda, Scozia e Russia. La loro particolare forma è mantenuta dal movimento della corrente. Il loro nome comune viene dal giapponese (alga-palla). Queste alghe non producono spore, quindi non sono pericolose per l’ambiente circostante poichè non si diffondono nell’ambiente acquatico. I pescatori islandesi le chiamano kúluskítur (sfera di erbaccia che rimane impigliata nelle reti da pesca).

Allo stato naturale vivono anche un paio di secoli, allargandosi di qualche millimetro all’anno. In Giappone sono molto popolari ed esistono protagonisti di fumetti e personaggi nella cultura di massa che si ispirano a questo essere vivente.

Possono vivere dentro barattoli o acquari pieni d’acqua dolce. Durante il giorno effettuano la fotosintesi e, liberando ossigeno, possono salire in superficie per poi scendere verso il fondo durante il resto della giornata.

Come prendersi cura del marimo, le 10 regole fondamentali

  1. Utlizzate solamente acqua dolce per riempire i barattoli dove vivono i marimo.
  2. Non posizionare il barattolo in pieno sole. Le alghe palla possono ricevere comunque qualche ora di luce diretta al giorno.
  3. I barattoli possono vivere tutto l’anno all’interno. Se decidete di tenerli all’esterno, evitate di lasciarli fuori in estate e in inverno.
  4. Non posizionate i marimo in un acquario con dei pesci rossi, la mangerebbero completamente. Invece queste alghe possono vivere tranquillamente con i gamberetti, che le utilizzeranno come nascondiglio.
  5. Dovete cambiare ai barattoli l’acqua ogni 7-10 giorni. Ma se ritardate non preoccupatevi, i marimo resisteranno. La pulizia dei barattoli è importante. Strofinate le superfici interne del barattolo con un panno per eliminare i depositi di calcare e le impurità.
  6. Pulizia dell’alga: passate il marimo sotto l’acqua del rubinetto, strizzandolo per togliere le impurità e le parti necrotiche.
  7. Appallottolare l’alga palla per ridarle una forma sferica durante le operazioni di pulizia.
  8. Non concimarla assolutamente, si rischierebbe di bruciare il marimo.
  9. Evitare di usare acqua distillata. I marimo trovano nell’acqua gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno e che non troverebbero altrimenti nell’acqua demineralizzata.
  10. Tenete le alghe palla fuori dall’acqua per poco tempo,  solamente per pulirle e per cambiare l’acqua.

Se l’alga non stesse bene e diventasse leggermente o parzialmente marrone, non allarmatevi. La si può farla tornare a essere verde e in forma seguendo alcuni accorgimenti. Estraetela dal barattolo e strizzatela sotto l’acqua corrente fino ad eliminare le parti marroni.  Cambiate l’acqua, posizionate il barattolo in un posto differente e più luminoso.

Potete acquistare i marimo da R nel bosco o nel nostro negozio on-line.

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cura del terrario

cura del terrario - R nel bosco - Reggio Emilia

cura del terrario – ABC del buon terrarium-tender

La cura del terrario chiuso è molto semplice, ma si devono seguire alcune regole fondamentali. Se si sbaglia non bisogna avere paura ma solamente prestare attenzione ad alcuni accorgimenti. Qui di seguito trovate anche qualche suggerimento su come intervenire nel caso che notaste delle problematiche. Se siete in dubbio chiedeteci un parere e vi forniremo istruzioni su come prendervi al meglio cura del terrario.

Come prendersi cura del terrario, le 10 regole fondamentali:

  1. non bagnare troppo.  Il terrario è un sistema chiuso, il rischio di dare troppa acqua è molto alto. Dovrete procedere per gradi, toccando il substrato per costatarne l’umidità. Vi consigliamo di ‘irrigare’ con uno spruzzino o con una spugna imbevuta d’acqua per riuscire meglio a dosare l’acqua. Meglio procedere lentamente dando poca acqua alla volta per non eccedere.
  2. non lasciare aperto il terrario. Il terrario potrebbe asciugarsi eccessivamente. Le piante all’interno provengono da luoghi umidi e crescono meglio in un ambiente con un’alta percentuale di umidità. Se decidete di tenere aperto il barattolo ricordatevi che in questo caso il terrario si comporterà come un normalissimo vaso e andrà bagnato molto più spesso.
  3. non esporre alla luce diretta del sole. I terrari chiusi possono essere utilizzati come bellissimi soprammobili o centrotavola. Ricordatevi che sono ecosistemi vivi e che contengono piante adatte a vivere in luoghi a bassa luminosità. Esporli per molto tempo ai raggi diretti del sole equivale a cuocere le piante all’interno (come potrebbe fare una pentola a pressione). Se pensate di posizionare il terrario davanti ad una finestra esposta a sud ricordatevi di schermare la luce con una tenda.
  4. non chiudere in una stanza buia. I terrari contengono delle piante che, seppur abituate a vivere in condizioni di scarsa illuminazione, hanno necessità per vivere di effettuare la fotosintesi clorofilliana. Vi consigliamo di posizionarli nelle vicinanze di una finestra esposta a nord, a est o a ovest. Se la stanza che avete scelto è molto buia, sarà necessario illuminare artificialmete con una lampada a led.
  5. non concimare. I terrari sono sistemi chiusi, aggiungere del concime è molto rischioso. Il rischio di fornire una dose troppo elevata e quindi di bruciare la pianta è molto alto. Nella maggior parte dei casi è inutile concimare un terrario.   Chiedeteci un parere prima di effettuare questa operazione.
  6. non rovesciare. Non dovrete mai rovesciare il barattolo. Nemmeno se voleste togliere l’acqua in eccesso. Un terrario è come un vaso, se lo rovesciate, tutto il contenuto cadrebbe fuori, piante comprese.
  7. non asciugare la condensa. La condensa che si forma all’interno del barattolo fa parte del ciclo dell’acqua. Senza di essa le piante nel contenitore morirebbero. L’acqua evapora e si raccoglie sulle pareti interne, in seguito gocciola nuovamente verso il basso inumidendo il subastrato. Togliendo la condensa il terrario si asciugherebbe in breve tempo.
  8. non mettere sopra un calorifero. Le piante contenute all’interno provengono da climi più caldi, ma posizionare il terrario su una fonte di calore equivale a cuocerle a fuoco lento.
  9. non tenere all’esterno durante l’inverno. Normalmente le piante da interno non sopravvivono a temperature inferiori ai 13°C. Evitate di lasciare i terrari all’esterno dell’abitazione quando le temperature esterne notturne diventano troppo rigide.
  10. usate sempre acqua distillata. Per bagnare i terrari non utilizzate acqua di rubinetto. Se riuscite adoperate acqua distillata o al massimo di bottiglia (povera di calcio). L’acqua dell’acquedotto è molto ricca di calcare e questo tende ad accumularsi all’interno del substrato rendendo inospitale il terriccio alle radici delle piante. Non utilizzate l’acqua trattata da un addolcitore per bagnare le vostre piante.

Errori che possono capitare nella cura del terrario, 10 consigli su come mi devo comportare in caso di:

  1. troppa acqua. Se avete bagnato troppo il vostro terrario vi consigliamo di aprirlo e lasciare che l’acqua evapori. Il barattolo dovrà rimanere aperto per il tempo necessario a far evaporare l’acqua in eccesso, in seguito andrà chiuso nuovamente. Durante questo periodo toccate il substrato per controllare il livello di umidità
  2. caduta delle foglie. Le piante posizionate all’interno del terrario sono esseri viventi e quindi risponederanno agli stimoli esterni. Troppi spostamenti, cambi di luce e temperatura potrebbero comportare la caduta delle foglie. Evitate, se riuscite, gli eccessivi cambiamenti. Estraete le foglie morte. Aspettate che la pianta ne rimetta di nuove. Se questo non avviene chiedeteci un parere. Anche le piante appena inserite in un terrario potrebbero perdere alcune foglie come risposta al cambio di umidità dell’ambiente
  3. morte delle piante. Nonostante la gestione dei terrari sia abbastanza facile, le piante potrebbero morire. Anche se le piante scelte sono adattate a vivere in ambienti con alta umifdità e scarsa luminosità può capitare. In questo caso contattateci: potremmo capire la problematica, intervenire e sostituire rapidamente la pianta all’interno
  4. muffa bianca. La presenza di una patina bianca copra il substrato è sintomo di un’eccessiva umidità. In questo caso aprite il barattolo, eliminate se riuscite le parti muffite (grattando leggermente la superficie del substrato), tenete aperto il barattolo per un po’ di tempo fino a far diminuire l’umidità interna. Non intervenendo, la muschia attaccherà le foglie facendole morire. In questo caso tagliate ed eliminate le parti di pianta colpite. Spostate il terrario in una posizione più luminosa.
  5. moschini neri. La presenza di moschini (sciaridi) di colore nero all’interno del terrario è un brutto sintomo, ma risolvibile. Questi insetti si sviluppano in condizioni di alta umidità. Le larve vivono all’interno del terriccio umido e si cibano delle radici delle piante, gli insetti svolazzano all’interno del barattolo. La prima cosa da fare è aprire il barattolo per ridurre l’umidità. La seconda è utilizzare un insetticido sistemico spray: consigliamo di spruzzarlo nel barattolo e in seguito di chiudere per un paio di giorni il coperchio per eliminare la problematica.
  6. altri animali. Nei terrari più grandi la presenza di altri animali potrebbe non essere dannosa, ma teneteli sott’occhio per evitare che inizino a diventare nocivi o troppi. La presenza di lanugini bianche sulle foglie potrebbe indicare la presenza di cocciniglie cotonose che si nutrono della linfa della pianta. In questo caso occorre eliminarle mediante l’uso di un insetticido sistemico spray: consigliamo di spruzzarlo nel barattolo e in seguito di chiudere per un paio di giorni il coperchio per eliminare la problematica. Le lumache invece si nutrono delle foglie delle piante. Se le vedete all’interno del terrario elimininatele rapidamente per evitare che ‘bruchino’ le vostre piante.
  7. foglie gialle. Potrebbero essere il sintomo di un’eccessiva irrigazione come di una ridotta umidità. Per conoscere la causa dell’ingiallimento dovrete toccare il substrato o il muschio del terrario per constatarne l’umidità. Se il terreno è fradicio dovrete intervenire bagnando gradualmentte il terrario. Se il substrato è fradicio dovrete tenere il coperchio del barattolo aperto per il tempo necessario ad asciugarne il contenuto.
  8. macchie nere sulle foglie. Sono causate da un fungo. Tagliate ed eliminate le parti infette. Tenete aperto per un po’ di tempo il terrario per ridurre l’umidità interna e permettere alle piante di cicatrizzare più rapidamente le ferite.
  9. fusto rammollito. Questo risultato deriva dall’eccessiva irrigazione con la conseguente marcescenza delle radici e del fusto. Dovrete estrarre e sostituire le piante. Contattateci per avere un parere o un’assistenza.
  10. margini fogliari secchi. Questa condizione si presenta quando l’umidità all’interno del terrario si riduce eccessivamente oppure quando la temperatura sale eccessivamente. Bagnate gradualmete il terriccio all’interno e provate a cambiare di posto al terrario (forse era in una posizione assolata).

Regole per i più esperti per la cura del terrario, 5 accorgimenti su cosa fare quando:

  1. le piante crescono troppo. Dopo un po’ di tempo e con buone condizioni ambientali le piante all’interno del terrario potrebbero crescere eccessivamente. Se osservate che le foglie sono schiacciate contro le pareti o il tappo del barattolo è il momento di potare. Utilizzate sempre attrezzi affilati (e disinfettati con dell’alcool etilico). Effettuate tagli netti, senza lasciare sfilacciamenti, all’altezza di un ramo laterale o di una foglia.
  2. il muschio ingiallisce. La posizione del terrario non è ottimale per la crescita dei muschi. Potete estrarli dalla composizione, immergerli nell’acqua distillata, strizzarli delicatamente e reinserirli nel barattolo. In seguito spostate il terrario in una posizione più luminosa.
  3. vogliamo aggiungere terriccio. I terrari si comportano esattamente come dei bonsai: le piante al loro interno si sviluppano meno a causa della mancanza di spazio per le radici. Il sistema interno che si viene a formare vive in un equilibrio di spazio. Se volete aggiungere del substrato potreste ottenere una crescita troppo rapida delle piante interne. Chiedeteci un parere prima di effettuare questa operazione.
  4. sostituire una pianta. Per sostituire o aggiungere una pianta in un terrario dobbiamo innanzitutto prepararla. Dovrete bagnarla qualche giorno prima, estrarla dal vaso, grattare delicatamente la zolla togliendo del terreno e riducendone la grandezza. Potete anche potarne leggermente le radici. Allo stesso tempo dovete creare con un cucchiaio o una piccola spatola lo spazio per inserire la pianta nel terrario. Cercate di creare un buco della misura esatta della zolla senza andare a lesionare eccessivamente le radici dell altre piante. Dopo che avete posizionato la nuova pianta, pareggiate il substrato e pressatelo leggermente.
  5. vogliamo aggiungere della luce artificiale. Una luce artificiale supplementare potrebbe aiutare nel caso non disponiate di una buona illuminazione naturale. Utilizzate lampadine a led a luce naturale (6500 K), più Watt avrete a disposizione meglio sarà.

Se avrete cura del terrario, questo potrà vivere molti anni e anche sopravvivervi!

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ottobre si semina!

ottobre: fa freddino? si semina!

Ottobre è il mese giusto per seminare piante erbacee perenni e annuali spontanee. #misticanza é una collezione di semi di piante spontanee, per prepararvi al #raccolto primaverile e le future #insalate e #tisane. Il periodo migliore per #seminare è proprio l’autunno! I #semi infatti verranno risvegliati solamente dopo un periodo a basse temperature che si chiama #vernalizzazione. Vi consigliamo di non seppellire eccessivamente i vostri semi, ma di coprirli con un leggero strato di terra o terriccio. Per difenderli dal gelo eccessivo di gennaio e febbraio, potete coprire la zona di semina con uno strato superficiale di foglie secche, un film plastico trasparente o un foglio di tessuto non tessuto (tnt).

da R nel bosco trovate i semi per le vostre #misticanze in offerta per arricchire di foglie #balconi #orti #terrazzi e #giardini

ottobre si semina - R nel bosco

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#errenelbosco #piazzafontanesi #ReggioEmilia #inutileprezioso #foglie #leaves #plants #negoziopiante #piante #indoor #handmade #urbanjungle #Rnelbosco🌳 #piantespontanee

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verde verticale

ortisgreen hoh verde verticale erre nel bosco

verde verticale per mettere foglie ovunque

Se non avete più spazio in casa per un vaso, un terrario o un contenitore ricolmo di piante potete sfruttare la verticalità delle pareti realizzando un quadro di verde verticale.

#Hoh! è un quadro vegetale da appendere prodotto da Ortisgreen. Questo sistema è molto semplice e di dimensioni e peso contenuti (37 x 27 x7 cm / 1,2 kg). Composto da un guscio di materiale plastico ABS che contiene sfagno. Lo sfagno è un substrato naturale inodore che trattiene fino a venti volte il suo peso in acqua.

Hoh! offre la possibilità di piantare sei piantine. Le piante consigliate sono specie che provengono da habitat ombrosi, molto adatte alla coltivazione indoor. Molte di esse si svilluppano aggrappandosi ad alberi più grandi. Le piante si svilupperanno secondo il loro habitus: salendo verso l’alto o ricadendo verso il basso. Per una buona salute delle piante Hoh! va posizionato in una posizione luminosa ma senza la luce diretta del sole.

L’irrigazione è semplice grazie a un sistema a vaschetta posizionato in alto e dotato di microfori e ad una vasca di raccolta e antigocciolamento posizionata alla base del quadro. Hoh! si irriga, a seconda della temperatura ambientale e dell’umidità del substrato, da una volta alla settimana a una volta al mese con circa 200 ml di acqua (è preferibile utilizzare dell’acqua distillata).

Hoh! può essere attaccato a una parete, grazie al foro presente sul retro del quadro, oppure può essere utilizzato come soprammobile e appoggiato dove si vuole.

Qui sotto un tutorial che vi mostra le fasi di montaggio.

Da R nel bosco trovate Hoh! già assemblato con sei piante differenti oppure potete assemblarlo direttamente a casa vostra. Le piante consigliate per questo sistema sono molte: Fittonia, Peperomia, Hoya, Tradescantia, Clorophytum, Spathyphillum, Pothos, Syngonium, Hedera, Asplenium, Ficus repens.

 

Lo trovate nel nostro negozio online o passandoci a trovare in piazza Fontanesi 6 a Reggio Emilia

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