workshop realizzazione terrario

workshop realizzare un terrario - R nel bosco - Studio Loom

workshop paesaggi sotto vetro – come creare un terrario

Durante questo workshop realizzeremo un micromondo in barattolo. Metteremo le mani nella terra, osserveremo le differenze tra i diversi materiali, capiremo come scegliere le piante da utilizzare, quali sono le loro necessità, quali sono gli errori più comuni e come evitarli. Vi forniremo tutti i materiali necessari e realizzeremo insieme un terrario strato su strato. Ogni partecipante darà forma al proprio paesaggio sotto vetro.

  • a Modena presso Studio Loom
  • sabato 30 marzo dalle 15.00 alle 16.30
  • prezzo 40€
  • iscrizione richiesta
  • il barattolo verrà fornito da noi ma i partecipanti possono portare un loro barattolo (da 4 litri, vetro trasparente o leggermente opaco, con tappo a ghiera o di sughero)

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cura delle piante da interno

cura delle piante da interno - R nel bosco

cura delle piante da interno – come avere una foresta in casa

Come prendersi cura delle piante da interno e trasformare la propria casa in una foresta. Di piante da interno ne esistono molte e ognuna di esse ha delle esigenze differenti. Qui di seguito troverete le 10 regole fondamentali da seguire per farle stare in salute.

Come prendersi cura delle piante da interno: le 10 regole fondamentali:

  1. da dove vengono. Sapere da quale habitat e da quale zona geografica provengono le piante che accogliamo in casa può essere un buon punto di partenza per la loro corretta gestione. Una pianta originaria delle foreste tropicali avrà necessità differenti da un’altra proveniente da una zona a clima mediterraneo.
  2. come sceglierle. Nella scelta dobbiamo sempre considerare 4 fattori fondamentali: le necessità della pianta, il tempo che le possiamo dedicare, la grandezza che potrà raggiungere, e lo spazio a disposizione. Esistono piante più o meno facili. Per fortuna i vegetali hanno una grande capacità di adattamento.
  3. quanta acqua. Questo fattore dipende dal tipo di pianta: pianta grassa, pianta con rizoma, pianta carnivora, eccetera. L’importante è evitare i ristagni d’acqua che potrebbero comportare dei marciumi radicali.
  4. come bagnare. Il corretto metodo per irrigare una pianta da interno sarebbe quello di riempire il sottovaso. Attendere che l’acqua venga assorbita, eliminando poi quella in eccesso per evitare ristagni. Questa regola vale soprattutto in estate quando le piante hanno una maggiore necessità di irrigazioni. In inverno alcune piante andranno solo leggermente inumidite e si potrà quindi aggiungere poca acqua direttamente nel vaso.
  5. quanta luce. A meno che non venga espressamente indicato, la maggior parte delle piante da interno vive bene in un ambiente ombroso ma con buona illuminazione. Alcune di esse però gradiscono la luce solare per alcune ore del giorno: diretta oppure filtrata attraverso una tenda.
  6. dove posizionarle. Evitate le finestre a sud per non bruciare le foglie delle piante più delicate. Le finestre a nord ricevono una quantità di luce costante e mai diretta. Privilegiate le finestre a est rispetto a quelle a ovest che hanno una intensità luminosa maggiore. Evitate gli angoli lontani dalle finestre: sono i punti meno luminosi all’interno di una stanza.
  7. a che temperatura. La temperatura corretta a cui fare crescere le piante dipende da dove provengono. La maggior parte delle piante da interno provengono dalle zone tropicali ed equatoriali. Vivono perciò mediamente ad una temperatura che può andare dai 13° ai 24° C. Con alcune eccezioni e con l’abilità di adattamento che contraddistingue tutti i vegetali.
  8. quanta umidità. Alcune piante hanno necessità di vivere in un ambiente molto umido. Andranno inumidite regolarmente con uno spruzzino contenente acqua distillata, per non macchiare le foglie di calcare. In estate e all’accensione dei termosifoni, a causa dell’avaporazione maggiore, si dovrà spruzzare la pianta con maggiore frequenza.
  9. gestione invernale. Anche per le piante d’appartamento la stagione fredda è una stagione difficile. Evitate di posizionarle di fianco o sopra un termosifone, aumentate leggermente le irrigazioni se non potete fare altrimenti. Se osservate l’ingiallimento e la perdita di alcune foglie è del tutto normale anche per le piante coltivate ‘indoor’.
  10. pulizia delle foglie. Procedere saltuariamente con la pulizia delle foglie con un panno umido per rimuovere la polvere. le nostre piante che coltiviamo in casa non possono beneficiare della pioggia per la loro pulizia fogliare. Pulire delicatamente le foglie sostenendole con l’altra mano per non romperle.

la regola fondamentale per la cura delle piante da interno è dipende…


I 5 errori nella cura delle piante da interno – sbagliando si impara

  1. eccessivi spostamenti. Lasciate le piante in una posizione fissa in casa. Ogni spostamento non necessario per loro è uno stress e ne consegue uno spreco di energia per ruotare le foglie verso la fonte luminosa.
  2. basse temperature. Le piante possono sopravvivere a brevi periodi a basse temperature. Aprite tranquillamente le finestre senza paura ucciderle. Evitate però di posizionarle all’esterno durante l’inverno. Se le volete mettere all’esterno durante la bella stagione abituatele gradualmente e aspettate che sia passato il rischio di gelate tardive.
  3. foglie gialle. Il primo sintomo che qualcosa non va. Ma non sempre deve essere qualcosa di drammatico e irreversibile. L’ingiallimento potrebbe essere determinato da diverse cause. Potrebbe essere semplicemente una mancanza di acqua nel terreno. Inoltre durante la stagione fredda anche le piante in casa possono perdere alcune foglie. Le altre cause più preoccupanti sono: necessità di concimazione, presenza di un parassita, marciume radicale.
  4. ristagni e marciumi. Quando si esagera con l’irrigazione, lasciando acqua nel sottovaso, si sottopone la pianta a uno stress da ristagno idrico. Se questo errore è ripetuto nel tempo si provocano dei marciumi radicali con la conseguente morte della pianta. L’unico metodo per provare a salvare la pianta è travasarla sostituendo il terriccio fradicio con nuovo substrato.
  5. scottature da sole. Quando posizioniamo le piante in un punto all’interno o all’esterno controlliamo se queste verranno colpite dalla luce diretta del sole. Piante non abituate possono facilmente scottarsi. Abituatele gradualmente oppure proteggetele con una tenda o con un telo. Anche le foglie nuove possono bruciarsi in caso di irraggiamento luminoso eccessivo.

evitate di ripetere l’errore…

Le 10 regole per esperti per la cura delle piante da interno – sperimentare sempre

  1. rinvasare. Se il terriccio del vaso vi sembra troppo compresso. Oppure se osservate, svasando delicatamente le piante, che le radici costituiscono ormai un groviglio impenetrabile, procedete con il rinvaso. Il periodo migliore è la primavera, poco prima del risveglio vegetativo, oppure l’autunno. Scegliete un vaso di una dimensione maggiore, svasate la pianta, riempite la base del vaso con un po’ di argilla espansa. Posizionate la pianta in modo tale che la porzione alla base del fusto / fogliame (colletto) si trovi al livello del terreno e non sotto terra. Riempite lo spazio attorno alla zolla di terriccio universale (valido per la maggior parte delle piante) pressando leggermente. Bagnate la miscela per favorire la radicazione. Qui trovate un elenco di buone pratiche per la coltivazione in contenitore.
  2. concimare. Se le piante sono da troppo tempo nello stesso vaso e il verde delle foglie sembra sbiadirsi tendendo al giallo, è il momento di concimarle. Se avete appena fatto un trapianto potete evitare se volete di procedere con la concimazione. Il periodo migliore per concimare va dalla primavera all’autunno. Ricordatevi che il concime non è una medicina e dovrete dosarlo con cautela. Il rischio è uccidere le vostre piante. I fertilizzanti contengono in percentuali differenti una miscela di elementi nutritivi necessari al corretto sviluppo dei vegetali. Azoto per lo sviluppo di foglie e fusti, fosforo per lo sviluppo radicale, potassio per fiori e frutti. I microelementi in misura minore per uno sviluppo equilibrato. I concimi possono essere in forma liquida o solida (coni, pastiglie, granuli), possono essere subito disponibili o a lento rilascio. Purtroppo non esiste una regola fissa. Abbiate accortezza di scegliere il concime corretto e di impiegarne la giusta dose.
  3. come potare. La potatura delle piante d’appartamento è consigliata per mantenere la forma di coltivazione preimpostata oppure per contenere le dimensioni. Inoltre sarà assolutamente necessaria per eliminare eventuali parti malate o secche. I rami si potano qualche millimetro sopra il nodo sottostante. Le foglie delle piante a crescita basale vanno eliminate tagliando il più possibile vicino alla base. Abbiate cura di eseguire le operazioni con lame affilate e disinfettate. Non esiste un periodo ottimale per questa operazione, ma sarebbe meglio potare verso l’autunno.
  4. talee. Le parti potate oppure altre porzioni di pianta tagliate si presteranno benissimo per ottenere delle talee radicate. Il periodo migliore per ottenerle va dalla primavera in poi. Il modo più semplice per farle radicare è immergerle in acqua nel corretto senso (foglie verso l’alto), posizionando una o due gemme sott’acqua. Per le talee in terra potete utilizzare anche un ormone radicante che velocizzerà l’emissione e lo sviluppo delle radici. Non tutte le piante si prestano a questo tipo di moltiplicazione, mentre per altre ci vorranno anche un paio di mesi. Una volta radicate in acqua le nuove piantine potranno essere trapiantate in terra, avendo l’accortezza di tenere durante il primo periodo molto umido il substrato. Abbiate pazienza!
  5. insetti. Se osservate sulla pianta alcuni insetti potrebbero essere dei parassiti che stanno nutrendosi della vostra beniamina. I più comuni parassiti sono cocciniglie, sciaridi, acari, mosche bianche, afidi e altro. Non esiste un cura unica. Vi consigliamo di sospendere le irrigazioni per ridurre i ristagni, evitare di concimare, isolare la pianta colpita. Eliminate i parassiti dalle foglie oppure tagliate ed eliminate la parte colpita. Presto vi forniremo di una guida monografica sui parassiti e le malattie delle piante da interno! Fate una foto degli ospiti e contattateci per una consulenza.
  6. funghi. I funghi fogliari provocano decolorazioni delle foglie, potrebbero comparire delle macchie nere o gialle sulla lamina fogliare. Potrebbero essere confusi con errori di irrigazione o problematiche causate da poca o eccessiva illuminazione. Se pensate che le vostre piante abbbiano contratto una malattia fungina isolate i pazienti, eliminate dove possibile le zone colpite. Se state potando disinfettate le lame delle forbici, sospendete le concimazioni e diminuite l’irrigazione. Potete somministrare un anticrittogamico generico. Presto vi forniremo di una guida monografica sui parassiti e le malattie delle piante da interno! Fate una foto delle zone colpite e contattateci per una consulenza.
  7. quale acqua utilizzare. L’acqua del rubinetto va benissimo per quasi tutte le piante (tranne le piante carnivore che necessitano di acqua piovana o distillata). Nell’acqua le piante trovano gli elementi di cui hanno necessità per svilupparsi. L’acqua proveniente da un addolcitore potrebbe essere carente di alcune sostanze di cui le piante hanno bisogno. Alcune piante non sopportano l’eccessiva durezza di alcune acque, nel caso di coltivazioni ed esemplari particolari andrà eseguita un’analisi delle proprietà chimiche dell’acqua.
  8. luce artificiale. La luce è assolutamente necessaria, anche in misura minima, alla vita delle piante, per poter effettuare la fotosintesi. Alcune piante si sono evolute per vivere a basse intensità luminose, ma non tutte le piante sono uguali. Altre piante possono gradatamente abituarsi a vivere ad una luminosità inferiore rispetto a quella ottimale. Per sopperire alla mancanza di luce solare, nel caso di luoghi che rimangono al buio per molte ore al giorno, si può installare un impianto di illuminazione artificiale. Oggi esistono sul mercato luci a LED prettamente ad uso agricolo e dai bassi consumi elettrici. Sarà necessario temporizzare l’impianto per fornire anche in luogo buio una buona dose di luce alle nostre foglie. La luce artificiale delle nostre abitazioni verrà già apprezzata dalle piante che abbiamo.
  9. propagazione. Se volete moltiplicare le vostre piante potete procedere in due modi. Facendo radicare delle talee per poi trapiantarle in un nuovo vaso oppure dividendo la pianta in due. Per le piante rizomatose (come lo zenzero o la curcuma) si procede tagliando in pezzi il rizoma per poi trapiantarlo. Per le piante che producono tuberi (come l’asparago o il ciclamino) si procede separando l’apparato radicale e i tuberi e procedendo al trapianto. Le piante che producono germogli laterali si propagano dividendoli dalla pianta madre. Le piante che producono stoloni (come le saxifraga o i chlorophytum) si duplicano tagliando via le nuove piantine. Per le piante che sviluppano cespi (come le calathea e molte altre) si procede dividendo in due il pane di radici, facendo attenzione a non rovinare eccessivamente la pianta. Con queste tipologie di moltiplicazione otterremo delle piante clone completamente identiche alla pianta madre.
  10. gestione estiva. Durante l’estate, con l’innalzarsi delle temperature, sarà necessario fornire più acqua alle piante e spruzzarle con uno spruzziono per aumentare l’umidità. La maggior parte delle piante da interno provengono da zone tropicali caldo-umide, con valori di umidità maggiori rispetto ai nostri.

Qui trovate le piante da interno preferite nel 2018.

Aggiungeremo nel tempo guide su come prendersi cura delle piante da interno, come intervenire in caso di determinate necessità, su come coltivare particolari specie di piante o su come risolvere determinate problematiche.

stay tuned . restate sintonizzati

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piante da interno – le preferite del 2018

piante da interno - le preferite del 2018 - R nel bosco

Le piante da interno più amate durante quest’anno

Le piante da interno che hanno riscosso più successo nel 2018. Qui di seguito trovate la lista delle nostre 10 piante preferite per quest’anno. R nel bosco vi consiglia queste piante se volete trasformare la vostra casa in una giungla con nuove foglie.

  1. Asparagus setaceus – non è una felce – è parente stretto dell’asparago coltivato in Italia. Questa specie è originaria del Sud Africa. Produce dei lunghi rami dotati di piccole spine che le permettono di avvinghiarsi e arrampicarsi alle piante vicine. Predilige una posizione molto luminosa ma senza raggi del sole diretti. Necessita irrigazioni regolari: il terriccio non si deve asciugare completamente. In inverno ridurre le bagnature. In mancanza di luce o poca acqua reagisce spogliandosi delle foglie. Possiede un’ottima capacità di ripresa e di rigettare nuovi rami dalla base. Il nostro consiglio è di posizionarla di fronte a una finestra, evitando il sole diretto. Dalla primavera all’autunno può vivere tranquillamente all’esterno in posizione ombreggiata.
  2. Fittonia – tappeto di foglie fluo – ne esistono innumerevoli varietà dai colori più strani. Questa pianta è originaria del Sud America. Non crescono più alte di 15 cm. Sono delle perfette piante da interno perchè ci indicano quando hanno bisogno di acqua. Quando il terriccio si secca le fittonie ‘svengono’, ma si rianimano subito irrigandole. Vanno posizionate in un ambiente luminoso ma senza sole diretto, resistono benissimo anche in ombra piena. Sono le piante più utilizzate all’interno dei terrari. Se sono in un ambiente difficile possono perdere le foglie per poi riemetterle. Il nostro consiglio è di posizionarle a gruppi dentro una grossa e bassa ciotola, possono essere degli ottimi centrotavola.
  3. Haworthia – una pianta ruvida – di queste piante succulente ne esistono una settantina di specie. Cresce poco in altezza producendo foglie carnose ricoperte di screziature, nervature, peli e spine. Sono piante originarie del Sud Africa. Le loro fioriture sono molto particolari seppur minute. Crescono molto bene in un ambiente ombreggiato ma luminoso. Queste piante tollerano ritmi discontinui di irrigazione. Sono molto apprezzate dai collezionisti di piante da interno per le varietà di forme che possono assumere. Il nostro consiglio è di creare un giardino roccioso in miniatura che le possa accogliere sul davanzale interno di una finestra esposta a nord o a est.
  4. Hoya carnosa – foglie di cera – possiede delle foglie carnose e cerose di un colore verde scuro. Ne esistono varietà con il fogliame variegato. Questa specie è originaria dell’Asia e dell’Oceania. Predilige un’esposizione molto luminosa, ma riesce a vivere anche in un luogo ombreggiato. Ha un portamento lianoso ricadente e può crescere più di 4 metri. In primavera produce dei fiori cerosi molto profumati. Non bagnare eccessivamente, se l’ambiente è troppo secco spruzzare le foglie con acqua distillata. Sopporta bene le basse temperature. Il nostro consiglio è di posizionarla sopra un mobile nelle vicinanze di una finestra esposta a ovest o a est.
  5. Marimo – micro mondi a mollo – anche conosciuto come alga palla, sono delle piante acquatiche di facile cura. Crescono molto lentamente: qualche millimetro all’anno. Queste colonie di alghe sono originaria delle acque fredde del Giappone, Siberia, Scozia e Islanda. Sono molto resistenti. L’unica regola è cambiargli l’acqua (rigorosamente del rubinetto) ogni 10 giorni circa. Predilige una posizione ombreggiata ma molto luminosa. Il nostro consiglio è di prenderne un paio dentro un vaso lungo e di appoggiare quest’ultimo su un tavolo vicino a una finestra – qui potete trovare una scheda dettagliata sulla cura del marimo.
  6. Philodendron scandens – fa subito foresta – è una pianta rampicante originaria delle foreste sempreverdi del Sud America. Questa specie è facile da coltivare, possiede una grande capacità di adattamento e di ripresa. Predilige posizioni ombreggiate ma molto luminose, non sopporta correnti d’aria fredda. Cresce in un terriccio umido ma non fradicio. In mancanza di acqua le foglie si afflosciano, ma tornano subito in salute dopo aver irrigato. Ne esistono varietà a foglia variegata di giallo o di bianco, con larghe fette di foglia scolorite. Il nostro consiglio è di appenderla a una balaustra e farla pendere da una scala interna. Se trattata bene potrà riempire la vostra casa di foglie.
  7. Rhipsalis – sembra un corallo – appartiene alla famiglia dei Cactus ma cresce in un ambiente molto umido: le foreste tropicali del Sud America. Questa pianta si aggrappa agli alberi più alti per arrivare alla luce (epifita). Ha delle foglie carnose come tutte le altre piante succulente ma predilige vivere in un terriccio abbastanza umido. Ne esistono molte specie dai rami molto particolari: grossi, sottili o pelosi. Predilige una posizione ombreggiata ma luminosa, resiste bene alle basse temperature. Produce dei fiori bianchi molto piccoli all’inizio dell’inverno. Il nostro consiglio è quella di posizionarla al di sopra di una mensola o una libreria e far pendere la sua chioma dall’alto. Se vi piace potrete anche apprezzare il fish bone cactus (Epiphyllum).
  8. Scindapsus – un grande classico – meglio conosciuto come pothos è una pianta facilissima da mantenere in buona salute. Ne esistono molte varietà dalla foglia variegata. Questa specie è originaria delle foreste tropicali dell’Asia e dell’Oceania. Ha una capacità di resistenza formidabile adattandosi a vivere anche con le radici completamente sommerse. Si riprende perfettamente dopo un periodo di ‘siccità forzata’. Va bagnata quando il terriccio diventa secco, predilige un’esposizione ombreggiata ma molto luminosa. Può crescere fino a 2 metri, ha un portamento ricadente. Il nostro consiglio è di appenderla al soffitto oppure posizionarla sopra una libreria per farla scendere verso terra.
  9. Sedum morganianum -rami tentacolari – è una pianta grassa dalle foglie globose e grigiastre. La varietà più famosa è la Burrito con foglie ancora più tonde. Questa specie è nativa del Centro America. I rami sono molto lunghi (oltre i 50 cm), se staccati, radicano facilmente sia in acqua che in terra. Predilige un’esposizione in pieno sole, ma può vivere anche senza la luce diretta. Non ama l’eccessivo calore e riesce a sopportare temperature molto basse. La necessità di acqua è bassissima e in inverno l’irrigazione andrebbe sospesa del tutto. Il nostro consiglio è di coltivarla sospesa in un cesto o un macramè in una zona molto luminosa della casa o di fronte a una finestra esposta a sud.
  10. Tillandsia – non sembra ma è viva – conosciuta anche come garofano d’aria. Questa specie è originaria del Centro e Sud America. Ne esistono all’incirca 600 specie molto differenti tra loro. Possono essere di colore verde o grigio-argentato, queste ultime sono più resistenti ai raggi solari. Prediligono un’esposizione ombreggiata ma molto luminosa. Se si trovano in una buona condizione ambientale si accrescono e fioriscono, altrimenti rallentano i loro ritmi. Vanno spruzzate con acqua distillata, in estate maggiormente. Possono vivere all’esterno posizionate sotto un albero. Il nostro consiglio è quello di appenderle a un filo e farle scendere dal soffitto nelle vicinanze di una finestra esposta a ovest o a est. – qui potete trovare una scheda dettagliata sulla cura della tillandsia

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cura della tillandsia

cura della tillandsia - R nel bosco

cura della tillandsia – come farle stare bene

La cura della tillandsia è molto semplice, ma si dovranno rispettare alcune regole fondamentali per la crescita e il benessere della nostra pianta.

Le tillandsie sono un genere di piante provenienti dal Centro America che comprende circa 600 specie diverse. Sono delle Bromeliacee, parenti strette dell’ananas. Non possiedono un vero e proprio apparato radicale anche se sono dotate di radici per aggrapparsi ad alberi o rocce. Questa vita ‘appesa’ ad altre piante è tipica delle piante denominate epifite, molto comuni nelle foreste tropicali ed equatoriali.

Riescono a sopravvivere assorbendo l’acqua di cui hanno bisogno dall’umidità dell’aria. Sono delle buone indicatrici dell’inquinamento atmosferico, catturando insieme all’umidità anche alcune porzioni delle polveri generate in ambiente urbano.

Sono piante molto rustiche. In condizioni ambientali sfavorevoli ridurranno la loro attività, entrando in riposo vegetativo. Quelle verdi sono le più adatte a vivere in un ambiente ombreggiato, mentre quelle argentate possono ricevere anche alcune ore di luce solare al giorno. Posizionate in una condizione climatica favorevole sono capaci anche di fiorire.

Possono essere posizionate in un vaso di vetro aperto, in un piatto o direttamente su un ripiano o una mensola. Altrimenti è possibile farle pendere dal soffitto legate a un filo. Si possono perfino attaccare a una parete. Oppure ancora essere utilizzate per delle composizioni, fissandole a una base di corteccia, sfagno o licheni.

Come prendersi cura della tillandsia, le 10 regole fondamentali

  1. Utilizzare acqua del rubinetto.
  2. Immegere per qualche minuto in acqua per umidificare la pianta ogni 10 giorni circa (le tillandsie a foglia verde vanno bagnate più frequentemente).
  3. Metterle in una posizione luminosa: di fronte a una finestra esposta a est o a ovest. Una finestra a sud andrà schermata con nuna tenda.
  4. Non esporre tutto il giorno ai raggi diretti del sole, ma qualche ora andrà benissimo (soprattutto per quanto riguarda le tillandsie a foglia grigia).
  5. Non tenere immersa nell’acqua per troppo tempo.
  6. Piantarle in un vaso sarà inutile e rischioso, si potrebbero sviluppare dei marciumi del fusto.
  7. Non incollarla a una parete o non fissarla con del silicone. Utilizzate solamente del filo (nylon, cotone, rame) per legarle a un supporto.
  8. In inverno e in estate (se molto caldo o molto freddo) evitate di lasciare le tillandsie all’esterno.
  9. Evitate di concimarle.
  10. Eliminate le foglie morte o le parti molli del fusto con una forbice dalle lame affilate.

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cura del marimo

cura del marimo - come prendersi cura di un'alga palla - R nel bosco

cura del marimo – come prendersi cura di un’alga palla

La cura del marimo è facile, ma si devono assolutamente rispettare alcune regole fondamentali.

I marimo sono colonie sferiche di alghe (Aegagropila linnaei) che vivono nell’acqua dolce di laghi freddi di Giappone, Islanda, Scozia e Russia. La loro particolare forma è mantenuta dal movimento della corrente. Il loro nome comune viene dal giapponese (alga-palla). Queste alghe non producono spore, quindi non sono pericolose per l’ambiente circostante poichè non si diffondono nell’ambiente acquatico. I pescatori islandesi le chiamano kúluskítur (sfera di erbaccia che rimane impigliata nelle reti da pesca).

Allo stato naturale vivono anche un paio di secoli, allargandosi di qualche millimetro all’anno. In Giappone sono molto popolari ed esistono protagonisti di fumetti e personaggi nella cultura di massa che si ispirano a questo essere vivente.

Possono vivere dentro barattoli o acquari pieni d’acqua dolce. Durante il giorno effettuano la fotosintesi e, liberando ossigeno, possono salire in superficie per poi scendere verso il fondo durante il resto della giornata.

Come prendersi cura del marimo, le 10 regole fondamentali

  1. Utlizzate solamente acqua dolce per riempire i barattoli dove vivono i marimo.
  2. Non posizionare il barattolo in pieno sole. Le alghe palla possono ricevere comunque qualche ora di luce diretta al giorno.
  3. I barattoli possono vivere tutto l’anno all’interno. Se decidete di tenerli all’esterno, evitate di lasciarli fuori in estate e in inverno.
  4. Non posizionate i marimo in un acquario con dei pesci rossi, la mangerebbero completamente. Invece queste alghe possono vivere tranquillamente con i gamberetti, che le utilizzeranno come nascondiglio.
  5. Dovete cambiare ai barattoli l’acqua ogni 7-10 giorni. Ma se ritardate non preoccupatevi, i marimo resisteranno. La pulizia dei barattoli è importante. Strofinate le superfici interne del barattolo con un panno per eliminare i depositi di calcare e le impurità.
  6. Pulizia dell’alga: passate il marimo sotto l’acqua del rubinetto, strizzandolo per togliere le impurità e le parti necrotiche.
  7. Appallottolare l’alga palla per ridarle una forma sferica durante le operazioni di pulizia.
  8. Non concimarla assolutamente, si rischierebbe di bruciare il marimo.
  9. Evitare di usare acqua distillata. I marimo trovano nell’acqua gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno e che non troverebbero altrimenti nell’acqua demineralizzata.
  10. Tenete le alghe palla fuori dall’acqua per poco tempo,  solamente per pulirle e per cambiare l’acqua.

Se l’alga non stesse bene e diventasse leggermente o parzialmente marrone, non allarmatevi. La si può farla tornare a essere verde e in forma seguendo alcuni accorgimenti. Estraetela dal barattolo e strizzatela sotto l’acqua corrente fino ad eliminare le parti marroni.  Cambiate l’acqua, posizionate il barattolo in un posto differente e più luminoso.

Potete acquistare i marimo da R nel bosco o nel nostro negozio on-line.

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cura del terrario

cura del terrario - R nel bosco - Reggio Emilia

cura del terrario – ABC del buon terrarium-tender

La cura del terrario chiuso è molto semplice, ma si devono seguire alcune regole fondamentali. Se si sbaglia non bisogna avere paura ma solamente prestare attenzione ad alcuni accorgimenti. Qui di seguito trovate anche qualche suggerimento su come intervenire nel caso che notaste delle problematiche. Se siete in dubbio chiedeteci un parere e vi forniremo istruzioni su come prendervi al meglio cura del terrario.

Come prendersi cura del terrario, le 10 regole fondamentali:

  1. non bagnare troppo.  Il terrario è un sistema chiuso, il rischio di dare troppa acqua è molto alto. Dovrete procedere per gradi, toccando il substrato per costatarne l’umidità. Vi consigliamo di ‘irrigare’ con uno spruzzino o con una spugna imbevuta d’acqua per riuscire meglio a dosare l’acqua. Meglio procedere lentamente dando poca acqua alla volta per non eccedere.
  2. non lasciare aperto il terrario. Il terrario potrebbe asciugarsi eccessivamente. Le piante all’interno provengono da luoghi umidi e crescono meglio in un ambiente con un’alta percentuale di umidità. Se decidete di tenere aperto il barattolo ricordatevi che in questo caso il terrario si comporterà come un normalissimo vaso e andrà bagnato molto più spesso.
  3. non esporre alla luce diretta del sole. I terrari chiusi possono essere utilizzati come bellissimi soprammobili o centrotavola. Ricordatevi che sono ecosistemi vivi e che contengono piante adatte a vivere in luoghi a bassa luminosità. Esporli per molto tempo ai raggi diretti del sole equivale a cuocere le piante all’interno (come potrebbe fare una pentola a pressione). Se pensate di posizionare il terrario davanti ad una finestra esposta a sud ricordatevi di schermare la luce con una tenda.
  4. non chiudere in una stanza buia. I terrari contengono delle piante che, seppur abituate a vivere in condizioni di scarsa illuminazione, hanno necessità per vivere di effettuare la fotosintesi clorofilliana. Vi consigliamo di posizionarli nelle vicinanze di una finestra esposta a nord, a est o a ovest. Se la stanza che avete scelto è molto buia, sarà necessario illuminare artificialmete con una lampada a led.
  5. non concimare. I terrari sono sistemi chiusi, aggiungere del concime è molto rischioso. Il rischio di fornire una dose troppo elevata e quindi di bruciare la pianta è molto alto. Nella maggior parte dei casi è inutile concimare un terrario.   Chiedeteci un parere prima di effettuare questa operazione.
  6. non rovesciare. Non dovrete mai rovesciare il barattolo. Nemmeno se voleste togliere l’acqua in eccesso. Un terrario è come un vaso, se lo rovesciate, tutto il contenuto cadrebbe fuori, piante comprese.
  7. non asciugare la condensa. La condensa che si forma all’interno del barattolo fa parte del ciclo dell’acqua. Senza di essa le piante nel contenitore morirebbero. L’acqua evapora e si raccoglie sulle pareti interne, in seguito gocciola nuovamente verso il basso inumidendo il subastrato. Togliendo la condensa il terrario si asciugherebbe in breve tempo.
  8. non mettere sopra un calorifero. Le piante contenute all’interno provengono da climi più caldi, ma posizionare il terrario su una fonte di calore equivale a cuocerle a fuoco lento.
  9. non tenere all’esterno durante l’inverno. Normalmente le piante da interno non sopravvivono a temperature inferiori ai 13°C. Evitate di lasciare i terrari all’esterno dell’abitazione quando le temperature esterne notturne diventano troppo rigide.
  10. usate sempre acqua distillata. Per bagnare i terrari non utilizzate acqua di rubinetto. Se riuscite adoperate acqua distillata o al massimo di bottiglia (povera di calcio). L’acqua dell’acquedotto è molto ricca di calcare e questo tende ad accumularsi all’interno del substrato rendendo inospitale il terriccio alle radici delle piante. Non utilizzate l’acqua trattata da un addolcitore per bagnare le vostre piante.

Errori che possono capitare nella cura del terrario, 10 consigli su come mi devo comportare in caso di:

  1. troppa acqua. Se avete bagnato troppo il vostro terrario vi consigliamo di aprirlo e lasciare che l’acqua evapori. Il barattolo dovrà rimanere aperto per il tempo necessario a far evaporare l’acqua in eccesso, in seguito andrà chiuso nuovamente. Durante questo periodo toccate il substrato per controllare il livello di umidità
  2. caduta delle foglie. Le piante posizionate all’interno del terrario sono esseri viventi e quindi risponederanno agli stimoli esterni. Troppi spostamenti, cambi di luce e temperatura potrebbero comportare la caduta delle foglie. Evitate, se riuscite, gli eccessivi cambiamenti. Estraete le foglie morte. Aspettate che la pianta ne rimetta di nuove. Se questo non avviene chiedeteci un parere. Anche le piante appena inserite in un terrario potrebbero perdere alcune foglie come risposta al cambio di umidità dell’ambiente
  3. morte delle piante. Nonostante la gestione dei terrari sia abbastanza facile, le piante potrebbero morire. Anche se le piante scelte sono adattate a vivere in ambienti con alta umifdità e scarsa luminosità può capitare. In questo caso contattateci: potremmo capire la problematica, intervenire e sostituire rapidamente la pianta all’interno
  4. muffa bianca. La presenza di una patina bianca copra il substrato è sintomo di un’eccessiva umidità. In questo caso aprite il barattolo, eliminate se riuscite le parti muffite (grattando leggermente la superficie del substrato), tenete aperto il barattolo per un po’ di tempo fino a far diminuire l’umidità interna. Non intervenendo, la muschia attaccherà le foglie facendole morire. In questo caso tagliate ed eliminate le parti di pianta colpite. Spostate il terrario in una posizione più luminosa.
  5. moschini neri. La presenza di moschini (sciaridi) di colore nero all’interno del terrario è un brutto sintomo, ma risolvibile. Questi insetti si sviluppano in condizioni di alta umidità. Le larve vivono all’interno del terriccio umido e si cibano delle radici delle piante, gli insetti svolazzano all’interno del barattolo. La prima cosa da fare è aprire il barattolo per ridurre l’umidità. La seconda è utilizzare un insetticido sistemico spray: consigliamo di spruzzarlo nel barattolo e in seguito di chiudere per un paio di giorni il coperchio per eliminare la problematica.
  6. altri animali. Nei terrari più grandi la presenza di altri animali potrebbe non essere dannosa, ma teneteli sott’occhio per evitare che inizino a diventare nocivi o troppi. La presenza di lanugini bianche sulle foglie potrebbe indicare la presenza di cocciniglie cotonose che si nutrono della linfa della pianta. In questo caso occorre eliminarle mediante l’uso di un insetticido sistemico spray: consigliamo di spruzzarlo nel barattolo e in seguito di chiudere per un paio di giorni il coperchio per eliminare la problematica. Le lumache invece si nutrono delle foglie delle piante. Se le vedete all’interno del terrario elimininatele rapidamente per evitare che ‘bruchino’ le vostre piante.
  7. foglie gialle. Potrebbero essere il sintomo di un’eccessiva irrigazione come di una ridotta umidità. Per conoscere la causa dell’ingiallimento dovrete toccare il substrato o il muschio del terrario per constatarne l’umidità. Se il terreno è fradicio dovrete intervenire bagnando gradualmentte il terrario. Se il substrato è fradicio dovrete tenere il coperchio del barattolo aperto per il tempo necessario ad asciugarne il contenuto.
  8. macchie nere sulle foglie. Sono causate da un fungo. Tagliate ed eliminate le parti infette. Tenete aperto per un po’ di tempo il terrario per ridurre l’umidità interna e permettere alle piante di cicatrizzare più rapidamente le ferite.
  9. fusto rammollito. Questo risultato deriva dall’eccessiva irrigazione con la conseguente marcescenza delle radici e del fusto. Dovrete estrarre e sostituire le piante. Contattateci per avere un parere o un’assistenza.
  10. margini fogliari secchi. Questa condizione si presenta quando l’umidità all’interno del terrario si riduce eccessivamente oppure quando la temperatura sale eccessivamente. Bagnate gradualmete il terriccio all’interno e provate a cambiare di posto al terrario (forse era in una posizione assolata).

Regole per i più esperti per la cura del terrario, 5 accorgimenti su cosa fare quando:

  1. le piante crescono troppo. Dopo un po’ di tempo e con buone condizioni ambientali le piante all’interno del terrario potrebbero crescere eccessivamente. Se osservate che le foglie sono schiacciate contro le pareti o il tappo del barattolo è il momento di potare. Utilizzate sempre attrezzi affilati (e disinfettati con dell’alcool etilico). Effettuate tagli netti, senza lasciare sfilacciamenti, all’altezza di un ramo laterale o di una foglia.
  2. il muschio ingiallisce. La posizione del terrario non è ottimale per la crescita dei muschi. Potete estrarli dalla composizione, immergerli nell’acqua distillata, strizzarli delicatamente e reinserirli nel barattolo. In seguito spostate il terrario in una posizione più luminosa.
  3. vogliamo aggiungere terriccio. I terrari si comportano esattamente come dei bonsai: le piante al loro interno si sviluppano meno a causa della mancanza di spazio per le radici. Il sistema interno che si viene a formare vive in un equilibrio di spazio. Se volete aggiungere del substrato potreste ottenere una crescita troppo rapida delle piante interne. Chiedeteci un parere prima di effettuare questa operazione.
  4. sostituire una pianta. Per sostituire o aggiungere una pianta in un terrario dobbiamo innanzitutto prepararla. Dovrete bagnarla qualche giorno prima, estrarla dal vaso, grattare delicatamente la zolla togliendo del terreno e riducendone la grandezza. Potete anche potarne leggermente le radici. Allo stesso tempo dovete creare con un cucchiaio o una piccola spatola lo spazio per inserire la pianta nel terrario. Cercate di creare un buco della misura esatta della zolla senza andare a lesionare eccessivamente le radici dell altre piante. Dopo che avete posizionato la nuova pianta, pareggiate il substrato e pressatelo leggermente.
  5. vogliamo aggiungere della luce artificiale. Una luce artificiale supplementare potrebbe aiutare nel caso non disponiate di una buona illuminazione naturale. Utilizzate lampadine a led a luce naturale (6500 K), più Watt avrete a disposizione meglio sarà.

Se avrete cura del terrario, questo potrà vivere molti anni e anche sopravvivervi!

Passateci a trovare in negozio in piazza Fontanesi 6 a Reggio Emilia.

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fish bone cactus

fish bone cactus - R nel bosco

fish bone cactus risultato di una battuta di caccia grossa

Finalmente abbiamo trovato il fish bone cactus (Epiphyllum anguliger)! Nuove foglie a R nel bosco: risultato di una battuta di caccia alle piante estenuante. L’Epiphyllum anguliger è conosciuto anche come fish bone cactus per la forma a zig zag delle foglie. Nonostante sia una Cactacea predilige un suolo umido, ma non fradicio, e un ambiente di ombra luminosa, assolutamente senza luce del sole diretta. Proviene dal Mexico, dove si comporta come epifita vivendo aggrappato ai tronchi degli alberi nelle foreste sempreverdi. Lo si può trovare fino a più di 1500 metri di dislivello. I primi esemplari arrivarono in Europa alla fine del 1800. Data la sua provenienza, è una pianta che resiste anche a temperature di 10°C per corti periodi di tempo. Fiorisce in autunno, produce fiori molto profumati.

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Le potete trovare in negozio in piazza Fontanesi 6 a Reggio Emilia (chiamateci per controllarne la disponibilità).

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