10 piante orticole perenni da tenere in balcone

orticole in balcone - 10 piante - R nel bosco - consigli

Utilizzare delle piante orticole perenni come piante ornamentali? Si può realizzare un balcone o un terrazzo alimentare che sia anche bello da vedere?

Molte piante orticole perenni si prestano perfettamente per creare macchie di colori molto interessanti. Alcune crescono molto in altezza. Altre attirano in estate le farfalle o sfamano in inverno gli uccellini di passaggio.

Le piante orticole si dividono in annuali, che completano il loro ciclo nel corso di un paio di stagioni (come per esempio pomodori, melanzane, fagiolini, zucche), e perenni. Queste ultime possono vivere per svariati anni, anche all’interno di un vaso! L’importante sarà scegliere un contenitore abbastanza capiente per farle sviluppare al meglio.

Le orticole fanno i fiori!

Le orticole fanno dei fiori molto belli! Se le coltiverete con cura e le lascerete sviluppare senza raccoglierle, produrranno dei bellissimi fiori. Potranno essere consumati nelle vostre preparazioni oppure essere utilizzati come fiori recisi.

Come coltivare le orticole perenni!

Potrete coltivarle per molti anni sul balcone, sul terrazzo o sul davanzale. Cercate un vaso di almeno 30 cm di diametro o una fioriera lunga almeno 40 cm. Queste piante amano il sole, ma possono resistere molto bene in posizioni semi ombreggiate. D’estate sarà necessario bagnarle: vi consiglio di inserire sotto il vaso un sottovaso abbastanza capiente che serva da riserva d’acqua. In inverno il fogliame seccherà per poi rinascere in primavera. Non mettete troppe piante insieme, ma lasciate ad ognuna lo spazio sufficiente per svilupparsi. Molte di queste piante tenderanno a diffondersi tramite autosemina negli altri vasi che avete sul balcone.

Come iniziare?

Per coltivarle potete partire dai semi (finocchio, erba cipollina, porro, carciofo, rabarbaro), seminandoli per tempo in casa al riparo all’inizio della primavera o alla fine dell’autunno. Oppure potrete partire dall’ortaggio acquistato al supermercato (finocchio, aglio, cipolla, cipollotti, porro, topinambur, barbabietola, carota), seppellendolo nel terriccio. Oppure ancora acquistare delle giovani piantine (carciofo, asparago, rabarbaro) e trapiantandole!

Le 7 piante con cui inizare

  1. Finocchio – Pianta molto rustica, tende a crescere molto, produce fiori ad ombrello. Può nutrire i bruchi della farfalla macaone! Potete raccogliere e mangiare le sue giovani foglie, con i semi si può preparare una tisana.
  2. Aglio e Cipolla – Piante molto semplici, da coltivare partendo dal bulbo, producono fiori sferici inaspettati. Potete raccogliere le sue foglie o utilizzare i fiori per guarnire i piatti. Anche queste piante attirano gli insetti impollinatori.
  3. Erba cipollina – Pianta molto resistente dal fiore violaceo, di piccola dimensione, con foglie sottili dal sapore di cipolla ovviamente.
  4. Porro – non l’avreste mai detto? Il fiore è simile a quello della cipolla e dell’aglio. Potrete raccogliere il suo gambo centrale o le foglie più tenere.
  5. Topinambur – Parente molto stretto del girasole, sotterrate il tubero e aspettatevi delle fioriture altissime in autunno. Viene visitato dagli insetti impollinatori.
  6. Barbabietola e bietola – Piante dalle larghe foglie, ne esistono varietà con fogliame colorato che daranno colore al vostro balcone. Si possono raccogliere e consumare le giovani foglie.
  7. Carota – Pianta rustica dal fiore bianco, si possono raccoglie e consumare le giovani foglie. Attira gli insetti impollinatori.

Le 3 piante per esperti

  1. Carciofo – Pianta stravagante e un po’ esuberante, coltivabile solo se avete molto spazio a disposizione. Fogliame grigiastro e fiori violacei, esistono delle varietà senza spine. Si raccolgono le gemme a fiore.
  2. Asparago – Pianta dalla grande crescita e dal fogliame particolare. Per averla dovrete puntare su un vaso di grandi dimensioni. Si consumano i giovani germogli.
  3. Rabarbaro – Pianta dalle grandi foglie e steli rossicci, produce fiori biancastri. Potete raccogliere i piccioli più teneri delle foglie.

Da R nel bosco trovate i semi di piante orticole, aromatiche, di piccoli frutti e fiori eduli coltivabili sul balcone.

Passateci a trovare in negozio in piazza Fontanesi 6 a Reggio Emilia.

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per la vostra foresta sul balcone

foresta sul balcone - consigli utili - R nel bosco

per la vostra foresta sul balcone o per la vostra giungla d’appartamento

per la foresta sul balcone o la giungla d’appartamento basta pochissimo. vi diamo qualche idea per infoltire i vostri boschi casalinghi. Potete iniziare l’opera di naturazione anche senza uscire di casa. Perchè se fate attenzione, tutto attorno a voi è pieno di rami, semi, bulbi, radici, …

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potete partire da quello che avete in dispensa:

  • talee: tagliate un rametto e mettetelo in acqua, attendete che radichi e zac!
  • ortaggi: sapete che i ritagli di verdura possono essere ripiantati? utilizzate porri, insalate, carote e cipolle.
  • bulbi: sapete che anche aglio e scalogno fanno i fiori? seppelliteli subito!
  • frutta e verdura: cercate dentro i frutti che avete in frigorifero, troverete semi di pomodori, zucche, mele, pere, fagioli, limoni e datevi da fare!
  • radici: sapete cosa sono in realtà zenzero, topinambur e curcuma? basterà appoggiarli in un vaso pieno di terra…
  • tisane e aromi: sapete che alcune tisane e aromatiche si possono seminare? provare per credere con i semi di finocchio!
  • frutta secca: perchè no? testate noci, mandorle e nocciole non tostate ovviamente!
  • legumi secchi: questo è ovvio non vi pare? infilate nei vostri vasi ceci e fagioli, fave e piselli!

ora qualche rapido consiglio in più per questo giardino improvvisato:

  • sulle semine: seppelliteli senza esagerare, teneteli umidi ma non fradici, metteteli al sole, teneteli in casa (fuori potrebbe fare troppo freddo)
  • sulle seedball: è il momento migliore di sfoderare le vostre seedball! 6 o 7 saranno sufficienti per un vaso di 30 cm di diametro. premetele leggermente appena sotto la superficie del terreno, bagnate senza esagerare, attendete fiduciosi.

PS: R NEL BOSCO SPEDISCE IN TUTTA ITALIA!

Da R nel bosco potete armarvi di diverse tipologie di semi:

Qui trovate i consigli su come utilizzare le seedball.

Qui trovate i consigli sulla semina.

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come si semina

come si semina - consigli per le semine - R nel bosco

come seminare – consigli per le fioriture future

Come si semina? Seguendo alcune semplici regole e avendo cura potrete tramutare i vostri balconi e giardini in orti e prati fioriti rigogliosi.

Seminare è un atto innato nell’uomo: tutti l’hanno fatto in un modo o nell’altro. Da bambini o da adulti, ottenendo risultati differenti. A volte casualmente a volte intenzionalmente.

I semi contengono un embrione di pianta, un piccolo vegetale già formato con gli abbozzi di foglie (cotiledoni) e radice (radichetta) già pronti per nascere. Inoltre contengono una certa quantità di energia, utile alla plantula nel primo periodo di vita, prima di dispiegare al sole le foglie e innescare la fotosintesi. La nascita di una pianta da un seme si chiama germinazione.

Esistono semi molto diversi per forma, dimensione, necessità primarie e tempo di germinazione. Esattamente come esistono piante diverse per altezza, larghezza, habitat e forma.

Ci sono semi che germinano in pochi giorni (per esempio tra le orticole: basilico, ravanelli, rucola, lattuga, cipolla, fagiolo). Altri che ci mettono dei mesi o degli anni… Vi consigliamo di partire da quelli facili, ma siete liberi di raccogliere e seminare tutto quello che volete!

Consigli per la semina: le 10 regole per iniziare

  1. I semi delle piante orticole estive solitamente si seminano tra febbraio e maggio, quelle invernali si seminano da giugno in poi. Le piante da fiore è meglio seminarle in autunno o all’inizio della primavera. La cosa più importante è evitare le stagioni più calde e più fredde.
  2. Le giovani piantine hanno delle radici molto sottili, per facilitare il loro sviluppo, dobbiamo preparare un letto di semina soffice, composto da terriccio fine e sabbia.
  3. La profondità migliore alla quale piantare i semi dipende dalla loro grandezza. Semi piccoli andranno posizionati maggiormente in superficie, semi grandi potranno essere seppelliti maggiormente. La regola vuole che vadano coperti con uno strato di terra pari al loro diametro.
  4. Seminate i semi distanziandoli leggermente ed evitate di posizionarli tutti in un punto. Non seminate l’intero sacchetto di semi in una volta sola ma suddividetelo in un paio di semine. Considerate lo spazio di cui le piante avranno bisogno una volta cresciute. Al massimo regalatele!
  5. L’acqua è fondamentale per la germinazione delle piantine. Il substrato deve essere umido ma non fradicio. I semi assorbiranno l’acqua e inizieranno a svilupparsi.
  6. Appena le plantule (giovani piantine) sono fuoriuscite dai semi e hanno aperto le loro foglie avranno bisogno di luce per svilupparsi.
  7. La temperatura perfetta per far nascere delle piante va all’incirca dai 15° ai 25° C. Se si vuole anticipare le semine rispetto ai periodi consigliati, si dovrà procedere con una semina ‘indoor’ (al riparo di una serra o dentro casa vicino a una finestra).
  8. I semi delle piante spontanee hanno dei meccanismi di difesa per evitare di germinare nella stagione errata. La dormienza si interrompe dopo un periodo di freddo. Si possono ingannare i semi posizionandoli per un paio di mesi in frigorifero. Dopo questa operazione germineranno più rapidamente. Si può utilizzare lo stesso stratagemma con i semi dei alberi e arbusti.
  9. Si può procedere con una semina diretta nel vaso oppure con una semina in semenzaio (nursery per semi), per poi spostare le piantine appena cresciute. Una volta che le piantine hanno emesso le loro prime foglie dopo i cotiledoni (foglie già presenti nei semi), si deve procedere con la ripicchettatura (spostamento dal semenzaio al vaso finale oppure in piena terra). La ripicchettatura è un’operazione molto delicata, state attenti a non strappare le giovani radici o a stritolare i piccoli fusti.
  10. La grandezza migliore per un vaso in cui far crescere delle piante dipende dalla dimensione finale delle stesse. Una regola ottimale da rispettare è utilizzare una misura di 30 cm di diametro per i contenitori tondi e 30 cm di profondità per le fioriere.

Seminare: 5 suggerimenti in più

  1. Realizzare un semenzaio è molto semplice: prendete una vaschetta di plastica, un sottovaso oppure un porta uova di carta. Riempitelo di terriccio fine, posizionatelo su un piano in un posto riparato e alla luce del sole. Non pressate eccessivamente la terra e non bagnatela troppo. Ricordatevi di controllare il livello di umidità ogni giorno perchè tenderà ad asciugarsi rapidamente. Se lo posizionate all’esterno mettetelo un un posto sicuro, al riparo dal vento. Copritelo con un pezzo di tessuto non tessuto bianco e leggero.
  2. Le seedball o seedbomb sono palline di argilla contenenti semi. L’argilla protegge i semi all’interno da eventuali predatori (insetti, uccelli e roditori) fino alla loro germinazione. Questo sistema di semina è utilizzato fino dagli antichi egizi.
  3. I semi delle piante orticole devono svilupparsi rapidamente e in circa 6 o 7 mesi fare frutti o foglie da raccogliere. Se decidete di creare un orto sul balcone o avete a disposizione un piccolo fazzoletto di terra ricordatevi che potete anticipare i tempi di semina seminando all’interno. Tenete a mente anche di lavorare accuratamente il terreno, le radici dovranno accrescersi rapidamente per permettere alla pianta di dare molti buoni frutti.
  4. Conservate i semi in eccesso in un luogo secco e fresco, al riparo da fonti di calore. Sulle confezioni di semi è indicata una data di scadenza che ne garantisce la massima germinazione. Non eliminate i semi scaduti, semplicemente aumentate la dose di semina. Scrivete sempre sulle confezioni di semi cosa contengono per riconoscerle l’anno dopo.
  5. Provate e riprovate, seminate e riseminate, ripicchettate e travasate!

La terra è bassa!

Da R nel bosco potete armarvi di diverse tipologie di semi:

Qui trovate i consigli su come utilizzare le seedball.

Un libro di Planeta tangerina per raccontare il viaggio dei semi ai bambini.

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semina alberi!

semina alberi - consigli sulla semina - R nel bosco

se ti piace poltrire e il giardinaggio lento: semina alberi!

semina alberi? vi siete mai chiesti se è possibile seminare un albero? Si, è possibile ma si deve avere molta pazienza. Qui di seguito potete leggere la regola generale utilizzabile con quasi tutte le specie arboree e arbustive dei climi temperati. presto troverete un articolo dedicato nella sezione cura del sito di R nel bosco! stay tuned!

🌰🌱🌳

  1. raccogliete un seme per terra oppure comprate della frutta secca assortita oppure mangiate un frutto
  2. mettete i semi a mollo nell’acqua per 48 ore
  3. scolateli e avvolgeteli in un panno umido, chiudeteli in un sacchetto di plastica trasparente e metteteli in frigorifero
  4. attendete uno o due mesi controllando di tanto in tanto se sono spuntate le radici
  5. estraeteli dal frigorifero e piantateli in un vaso, oppure coltivateli in idroponica con le radici a mollo in acqua

e foresta sia!


da R nel bosco trovate i germinatori in ceramica di botanopia e i sacchetti di semi misti di specie arboree per cimentarvi con la germinazione.

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workshop realizzazione terrario

workshop realizzare un terrario - R nel bosco - Studio Loom

workshop paesaggi sotto vetro – come creare un terrario

Durante questo workshop realizzeremo un micromondo in barattolo. Metteremo le mani nella terra, osserveremo le differenze tra i diversi materiali, capiremo come scegliere le piante da utilizzare, quali sono le loro necessità, quali sono gli errori più comuni e come evitarli. Vi forniremo tutti i materiali necessari e realizzeremo insieme un terrario strato su strato. Ogni partecipante darà forma al proprio paesaggio sotto vetro.

  • a Modena presso Studio Loom
  • sabato 30 marzo dalle 15.00 alle 16.30
  • prezzo 40€
  • iscrizione richiesta
  • il barattolo verrà fornito da noi ma i partecipanti possono portare un loro barattolo (da 4 litri, vetro trasparente o leggermente opaco, con tappo a ghiera o di sughero)

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cura delle piante da interno

cura delle piante da interno - R nel bosco

cura delle piante da interno – come avere una foresta in casa

Come prendersi cura delle piante da interno e trasformare la propria casa in una foresta. Di piante da interno ne esistono molte e ognuna di esse ha delle esigenze differenti. Qui di seguito troverete le 10 regole fondamentali da seguire per farle stare in salute.

Come prendersi cura delle piante da interno: le 10 regole fondamentali:

  1. da dove vengono. Sapere da quale habitat e da quale zona geografica provengono le piante che accogliamo in casa può essere un buon punto di partenza per la loro corretta gestione. Una pianta originaria delle foreste tropicali avrà necessità differenti da un’altra proveniente da una zona a clima mediterraneo.
  2. come sceglierle. Nella scelta dobbiamo sempre considerare 4 fattori fondamentali: le necessità della pianta, il tempo che le possiamo dedicare, la grandezza che potrà raggiungere, e lo spazio a disposizione. Esistono piante più o meno facili. Per fortuna i vegetali hanno una grande capacità di adattamento.
  3. quanta acqua. Questo fattore dipende dal tipo di pianta: pianta grassa, pianta con rizoma, pianta carnivora, eccetera. L’importante è evitare i ristagni d’acqua che potrebbero comportare dei marciumi radicali.
  4. come bagnare. Il corretto metodo per irrigare una pianta da interno sarebbe quello di riempire il sottovaso. Attendere che l’acqua venga assorbita, eliminando poi quella in eccesso per evitare ristagni. Questa regola vale soprattutto in estate quando le piante hanno una maggiore necessità di irrigazioni. In inverno alcune piante andranno solo leggermente inumidite e si potrà quindi aggiungere poca acqua direttamente nel vaso.
  5. quanta luce. A meno che non venga espressamente indicato, la maggior parte delle piante da interno vive bene in un ambiente ombroso ma con buona illuminazione. Alcune di esse però gradiscono la luce solare per alcune ore del giorno: diretta oppure filtrata attraverso una tenda.
  6. dove posizionarle. Evitate le finestre a sud per non bruciare le foglie delle piante più delicate. Le finestre a nord ricevono una quantità di luce costante e mai diretta. Privilegiate le finestre a est rispetto a quelle a ovest che hanno una intensità luminosa maggiore. Evitate gli angoli lontani dalle finestre: sono i punti meno luminosi all’interno di una stanza.
  7. a che temperatura. La temperatura corretta a cui fare crescere le piante dipende da dove provengono. La maggior parte delle piante da interno provengono dalle zone tropicali ed equatoriali. Vivono perciò mediamente ad una temperatura che può andare dai 13° ai 24° C. Con alcune eccezioni e con l’abilità di adattamento che contraddistingue tutti i vegetali.
  8. quanta umidità. Alcune piante hanno necessità di vivere in un ambiente molto umido. Andranno inumidite regolarmente con uno spruzzino contenente acqua distillata, per non macchiare le foglie di calcare. In estate e all’accensione dei termosifoni, a causa dell’avaporazione maggiore, si dovrà spruzzare la pianta con maggiore frequenza.
  9. gestione invernale. Anche per le piante d’appartamento la stagione fredda è una stagione difficile. Evitate di posizionarle di fianco o sopra un termosifone, aumentate leggermente le irrigazioni se non potete fare altrimenti. Se osservate l’ingiallimento e la perdita di alcune foglie è del tutto normale anche per le piante coltivate ‘indoor’.
  10. pulizia delle foglie. Procedere saltuariamente con la pulizia delle foglie con un panno umido per rimuovere la polvere. le nostre piante che coltiviamo in casa non possono beneficiare della pioggia per la loro pulizia fogliare. Pulire delicatamente le foglie sostenendole con l’altra mano per non romperle.

la regola fondamentale per la cura delle piante da interno è dipende…


I 5 errori nella cura delle piante da interno – sbagliando si impara

  1. eccessivi spostamenti. Lasciate le piante in una posizione fissa in casa. Ogni spostamento non necessario per loro è uno stress e ne consegue uno spreco di energia per ruotare le foglie verso la fonte luminosa.
  2. basse temperature. Le piante possono sopravvivere a brevi periodi a basse temperature. Aprite tranquillamente le finestre senza paura ucciderle. Evitate però di posizionarle all’esterno durante l’inverno. Se le volete mettere all’esterno durante la bella stagione abituatele gradualmente e aspettate che sia passato il rischio di gelate tardive.
  3. foglie gialle. Il primo sintomo che qualcosa non va. Ma non sempre deve essere qualcosa di drammatico e irreversibile. L’ingiallimento potrebbe essere determinato da diverse cause. Potrebbe essere semplicemente una mancanza di acqua nel terreno. Inoltre durante la stagione fredda anche le piante in casa possono perdere alcune foglie. Le altre cause più preoccupanti sono: necessità di concimazione, presenza di un parassita, marciume radicale.
  4. ristagni e marciumi. Quando si esagera con l’irrigazione, lasciando acqua nel sottovaso, si sottopone la pianta a uno stress da ristagno idrico. Se questo errore è ripetuto nel tempo si provocano dei marciumi radicali con la conseguente morte della pianta. L’unico metodo per provare a salvare la pianta è travasarla sostituendo il terriccio fradicio con nuovo substrato.
  5. scottature da sole. Quando posizioniamo le piante in un punto all’interno o all’esterno controlliamo se queste verranno colpite dalla luce diretta del sole. Piante non abituate possono facilmente scottarsi. Abituatele gradualmente oppure proteggetele con una tenda o con un telo. Anche le foglie nuove possono bruciarsi in caso di irraggiamento luminoso eccessivo.

evitate di ripetere l’errore…

Le 10 regole per esperti per la cura delle piante da interno – sperimentare sempre

  1. rinvasare. Se il terriccio del vaso vi sembra troppo compresso. Oppure se osservate, svasando delicatamente le piante, che le radici costituiscono ormai un groviglio impenetrabile, procedete con il rinvaso. Il periodo migliore è la primavera, poco prima del risveglio vegetativo, oppure l’autunno. Scegliete un vaso di una dimensione maggiore, svasate la pianta, riempite la base del vaso con un po’ di argilla espansa. Posizionate la pianta in modo tale che la porzione alla base del fusto / fogliame (colletto) si trovi al livello del terreno e non sotto terra. Riempite lo spazio attorno alla zolla di terriccio universale (valido per la maggior parte delle piante) pressando leggermente. Bagnate la miscela per favorire la radicazione. Qui trovate un elenco di buone pratiche per la coltivazione in contenitore.
  2. concimare. Se le piante sono da troppo tempo nello stesso vaso e il verde delle foglie sembra sbiadirsi tendendo al giallo, è il momento di concimarle. Se avete appena fatto un trapianto potete evitare se volete di procedere con la concimazione. Il periodo migliore per concimare va dalla primavera all’autunno. Ricordatevi che il concime non è una medicina e dovrete dosarlo con cautela. Il rischio è uccidere le vostre piante. I fertilizzanti contengono in percentuali differenti una miscela di elementi nutritivi necessari al corretto sviluppo dei vegetali. Azoto per lo sviluppo di foglie e fusti, fosforo per lo sviluppo radicale, potassio per fiori e frutti. I microelementi in misura minore per uno sviluppo equilibrato. I concimi possono essere in forma liquida o solida (coni, pastiglie, granuli), possono essere subito disponibili o a lento rilascio. Purtroppo non esiste una regola fissa. Abbiate accortezza di scegliere il concime corretto e di impiegarne la giusta dose.
  3. come potare. La potatura delle piante d’appartamento è consigliata per mantenere la forma di coltivazione preimpostata oppure per contenere le dimensioni. Inoltre sarà assolutamente necessaria per eliminare eventuali parti malate o secche. I rami si potano qualche millimetro sopra il nodo sottostante. Le foglie delle piante a crescita basale vanno eliminate tagliando il più possibile vicino alla base. Abbiate cura di eseguire le operazioni con lame affilate e disinfettate. Non esiste un periodo ottimale per questa operazione, ma sarebbe meglio potare verso l’autunno.
  4. talee. Le parti potate oppure altre porzioni di pianta tagliate si presteranno benissimo per ottenere delle talee radicate. Il periodo migliore per ottenerle va dalla primavera in poi. Il modo più semplice per farle radicare è immergerle in acqua nel corretto senso (foglie verso l’alto), posizionando una o due gemme sott’acqua. Per le talee in terra potete utilizzare anche un ormone radicante che velocizzerà l’emissione e lo sviluppo delle radici. Non tutte le piante si prestano a questo tipo di moltiplicazione, mentre per altre ci vorranno anche un paio di mesi. Una volta radicate in acqua le nuove piantine potranno essere trapiantate in terra, avendo l’accortezza di tenere durante il primo periodo molto umido il substrato. Abbiate pazienza!
  5. insetti. Se osservate sulla pianta alcuni insetti potrebbero essere dei parassiti che stanno nutrendosi della vostra beniamina. I più comuni parassiti sono cocciniglie, sciaridi, acari, mosche bianche, afidi e altro. Non esiste un cura unica. Vi consigliamo di sospendere le irrigazioni per ridurre i ristagni, evitare di concimare, isolare la pianta colpita. Eliminate i parassiti dalle foglie oppure tagliate ed eliminate la parte colpita. Presto vi forniremo di una guida monografica sui parassiti e le malattie delle piante da interno! Fate una foto degli ospiti e contattateci per una consulenza.
  6. funghi. I funghi fogliari provocano decolorazioni delle foglie, potrebbero comparire delle macchie nere o gialle sulla lamina fogliare. Potrebbero essere confusi con errori di irrigazione o problematiche causate da poca o eccessiva illuminazione. Se pensate che le vostre piante abbbiano contratto una malattia fungina isolate i pazienti, eliminate dove possibile le zone colpite. Se state potando disinfettate le lame delle forbici, sospendete le concimazioni e diminuite l’irrigazione. Potete somministrare un anticrittogamico generico. Presto vi forniremo di una guida monografica sui parassiti e le malattie delle piante da interno! Fate una foto delle zone colpite e contattateci per una consulenza.
  7. quale acqua utilizzare. L’acqua del rubinetto va benissimo per quasi tutte le piante (tranne le piante carnivore che necessitano di acqua piovana o distillata). Nell’acqua le piante trovano gli elementi di cui hanno necessità per svilupparsi. L’acqua proveniente da un addolcitore potrebbe essere carente di alcune sostanze di cui le piante hanno bisogno. Alcune piante non sopportano l’eccessiva durezza di alcune acque, nel caso di coltivazioni ed esemplari particolari andrà eseguita un’analisi delle proprietà chimiche dell’acqua.
  8. luce artificiale. La luce è assolutamente necessaria, anche in misura minima, alla vita delle piante, per poter effettuare la fotosintesi. Alcune piante si sono evolute per vivere a basse intensità luminose, ma non tutte le piante sono uguali. Altre piante possono gradatamente abituarsi a vivere ad una luminosità inferiore rispetto a quella ottimale. Per sopperire alla mancanza di luce solare, nel caso di luoghi che rimangono al buio per molte ore al giorno, si può installare un impianto di illuminazione artificiale. Oggi esistono sul mercato luci a LED prettamente ad uso agricolo e dai bassi consumi elettrici. Sarà necessario temporizzare l’impianto per fornire anche in luogo buio una buona dose di luce alle nostre foglie. La luce artificiale delle nostre abitazioni verrà già apprezzata dalle piante che abbiamo.
  9. propagazione. Se volete moltiplicare le vostre piante potete procedere in due modi. Facendo radicare delle talee per poi trapiantarle in un nuovo vaso oppure dividendo la pianta in due. Per le piante rizomatose (come lo zenzero o la curcuma) si procede tagliando in pezzi il rizoma per poi trapiantarlo. Per le piante che producono tuberi (come l’asparago o il ciclamino) si procede separando l’apparato radicale e i tuberi e procedendo al trapianto. Le piante che producono germogli laterali si propagano dividendoli dalla pianta madre. Le piante che producono stoloni (come le saxifraga o i chlorophytum) si duplicano tagliando via le nuove piantine. Per le piante che sviluppano cespi (come le calathea e molte altre) si procede dividendo in due il pane di radici, facendo attenzione a non rovinare eccessivamente la pianta. Con queste tipologie di moltiplicazione otterremo delle piante clone completamente identiche alla pianta madre.
  10. gestione estiva. Durante l’estate, con l’innalzarsi delle temperature, sarà necessario fornire più acqua alle piante e spruzzarle con uno spruzziono per aumentare l’umidità. La maggior parte delle piante da interno provengono da zone tropicali caldo-umide, con valori di umidità maggiori rispetto ai nostri.

Qui trovate le piante da interno preferite nel 2018.

Aggiungeremo nel tempo guide su come prendersi cura delle piante da interno, come intervenire in caso di determinate necessità, su come coltivare particolari specie di piante o su come risolvere determinate problematiche.

stay tuned . restate sintonizzati

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piante da interno – le preferite del 2018

piante da interno - le preferite del 2018 - R nel bosco

Le piante da interno più amate durante quest’anno

Le piante da interno che hanno riscosso più successo nel 2018. Qui di seguito trovate la lista delle nostre 10 piante preferite per quest’anno. R nel bosco vi consiglia queste piante se volete trasformare la vostra casa in una giungla con nuove foglie.

  1. Asparagus setaceus – non è una felce – è parente stretto dell’asparago coltivato in Italia. Questa specie è originaria del Sud Africa. Produce dei lunghi rami dotati di piccole spine che le permettono di avvinghiarsi e arrampicarsi alle piante vicine. Predilige una posizione molto luminosa ma senza raggi del sole diretti. Necessita irrigazioni regolari: il terriccio non si deve asciugare completamente. In inverno ridurre le bagnature. In mancanza di luce o poca acqua reagisce spogliandosi delle foglie. Possiede un’ottima capacità di ripresa e di rigettare nuovi rami dalla base. Il nostro consiglio è di posizionarla di fronte a una finestra, evitando il sole diretto. Dalla primavera all’autunno può vivere tranquillamente all’esterno in posizione ombreggiata.
  2. Fittonia – tappeto di foglie fluo – ne esistono innumerevoli varietà dai colori più strani. Questa pianta è originaria del Sud America. Non crescono più alte di 15 cm. Sono delle perfette piante da interno perchè ci indicano quando hanno bisogno di acqua. Quando il terriccio si secca le fittonie ‘svengono’, ma si rianimano subito irrigandole. Vanno posizionate in un ambiente luminoso ma senza sole diretto, resistono benissimo anche in ombra piena. Sono le piante più utilizzate all’interno dei terrari. Se sono in un ambiente difficile possono perdere le foglie per poi riemetterle. Il nostro consiglio è di posizionarle a gruppi dentro una grossa e bassa ciotola, possono essere degli ottimi centrotavola.
  3. Haworthia – una pianta ruvida – di queste piante succulente ne esistono una settantina di specie. Cresce poco in altezza producendo foglie carnose ricoperte di screziature, nervature, peli e spine. Sono piante originarie del Sud Africa. Le loro fioriture sono molto particolari seppur minute. Crescono molto bene in un ambiente ombreggiato ma luminoso. Queste piante tollerano ritmi discontinui di irrigazione. Sono molto apprezzate dai collezionisti di piante da interno per le varietà di forme che possono assumere. Il nostro consiglio è di creare un giardino roccioso in miniatura che le possa accogliere sul davanzale interno di una finestra esposta a nord o a est.
  4. Hoya carnosa – foglie di cera – possiede delle foglie carnose e cerose di un colore verde scuro. Ne esistono varietà con il fogliame variegato. Questa specie è originaria dell’Asia e dell’Oceania. Predilige un’esposizione molto luminosa, ma riesce a vivere anche in un luogo ombreggiato. Ha un portamento lianoso ricadente e può crescere più di 4 metri. In primavera produce dei fiori cerosi molto profumati. Non bagnare eccessivamente, se l’ambiente è troppo secco spruzzare le foglie con acqua distillata. Sopporta bene le basse temperature. Il nostro consiglio è di posizionarla sopra un mobile nelle vicinanze di una finestra esposta a ovest o a est.
  5. Marimo – micro mondi a mollo – anche conosciuto come alga palla, sono delle piante acquatiche di facile cura. Crescono molto lentamente: qualche millimetro all’anno. Queste colonie di alghe sono originaria delle acque fredde del Giappone, Siberia, Scozia e Islanda. Sono molto resistenti. L’unica regola è cambiargli l’acqua (rigorosamente del rubinetto) ogni 10 giorni circa. Predilige una posizione ombreggiata ma molto luminosa. Il nostro consiglio è di prenderne un paio dentro un vaso lungo e di appoggiare quest’ultimo su un tavolo vicino a una finestra – qui potete trovare una scheda dettagliata sulla cura del marimo.
  6. Philodendron scandens – fa subito foresta – è una pianta rampicante originaria delle foreste sempreverdi del Sud America. Questa specie è facile da coltivare, possiede una grande capacità di adattamento e di ripresa. Predilige posizioni ombreggiate ma molto luminose, non sopporta correnti d’aria fredda. Cresce in un terriccio umido ma non fradicio. In mancanza di acqua le foglie si afflosciano, ma tornano subito in salute dopo aver irrigato. Ne esistono varietà a foglia variegata di giallo o di bianco, con larghe fette di foglia scolorite. Il nostro consiglio è di appenderla a una balaustra e farla pendere da una scala interna. Se trattata bene potrà riempire la vostra casa di foglie.
  7. Rhipsalis – sembra un corallo – appartiene alla famiglia dei Cactus ma cresce in un ambiente molto umido: le foreste tropicali del Sud America. Questa pianta si aggrappa agli alberi più alti per arrivare alla luce (epifita). Ha delle foglie carnose come tutte le altre piante succulente ma predilige vivere in un terriccio abbastanza umido. Ne esistono molte specie dai rami molto particolari: grossi, sottili o pelosi. Predilige una posizione ombreggiata ma luminosa, resiste bene alle basse temperature. Produce dei fiori bianchi molto piccoli all’inizio dell’inverno. Il nostro consiglio è quella di posizionarla al di sopra di una mensola o una libreria e far pendere la sua chioma dall’alto. Se vi piace potrete anche apprezzare il fish bone cactus (Epiphyllum).
  8. Scindapsus – un grande classico – meglio conosciuto come pothos è una pianta facilissima da mantenere in buona salute. Ne esistono molte varietà dalla foglia variegata. Questa specie è originaria delle foreste tropicali dell’Asia e dell’Oceania. Ha una capacità di resistenza formidabile adattandosi a vivere anche con le radici completamente sommerse. Si riprende perfettamente dopo un periodo di ‘siccità forzata’. Va bagnata quando il terriccio diventa secco, predilige un’esposizione ombreggiata ma molto luminosa. Può crescere fino a 2 metri, ha un portamento ricadente. Il nostro consiglio è di appenderla al soffitto oppure posizionarla sopra una libreria per farla scendere verso terra.
  9. Sedum morganianum -rami tentacolari – è una pianta grassa dalle foglie globose e grigiastre. La varietà più famosa è la Burrito con foglie ancora più tonde. Questa specie è nativa del Centro America. I rami sono molto lunghi (oltre i 50 cm), se staccati, radicano facilmente sia in acqua che in terra. Predilige un’esposizione in pieno sole, ma può vivere anche senza la luce diretta. Non ama l’eccessivo calore e riesce a sopportare temperature molto basse. La necessità di acqua è bassissima e in inverno l’irrigazione andrebbe sospesa del tutto. Il nostro consiglio è di coltivarla sospesa in un cesto o un macramè in una zona molto luminosa della casa o di fronte a una finestra esposta a sud.
  10. Tillandsia – non sembra ma è viva – conosciuta anche come garofano d’aria. Questa specie è originaria del Centro e Sud America. Ne esistono all’incirca 600 specie molto differenti tra loro. Possono essere di colore verde o grigio-argentato, queste ultime sono più resistenti ai raggi solari. Prediligono un’esposizione ombreggiata ma molto luminosa. Se si trovano in una buona condizione ambientale si accrescono e fioriscono, altrimenti rallentano i loro ritmi. Vanno spruzzate con acqua distillata, in estate maggiormente. Possono vivere all’esterno posizionate sotto un albero. Il nostro consiglio è quello di appenderle a un filo e farle scendere dal soffitto nelle vicinanze di una finestra esposta a ovest o a est. – qui potete trovare una scheda dettagliata sulla cura della tillandsia

Passateci a trovare in negozio in piazza Fontanesi 6 a Reggio Emilia. Troverete queste e molte altre piante da interno.

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cura della tillandsia

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cura della tillandsia – come farle stare bene

La cura della tillandsia è molto semplice, ma si dovranno rispettare alcune regole fondamentali per la crescita e il benessere della nostra pianta.

Le tillandsie sono un genere di piante provenienti dal Centro America che comprende circa 600 specie diverse. Sono delle Bromeliacee, parenti strette dell’ananas. Non possiedono un vero e proprio apparato radicale anche se sono dotate di radici per aggrapparsi ad alberi o rocce. Questa vita ‘appesa’ ad altre piante è tipica delle piante denominate epifite, molto comuni nelle foreste tropicali ed equatoriali.

Riescono a sopravvivere assorbendo l’acqua di cui hanno bisogno dall’umidità dell’aria. Sono delle buone indicatrici dell’inquinamento atmosferico, catturando insieme all’umidità anche alcune porzioni delle polveri generate in ambiente urbano.

Sono piante molto rustiche. In condizioni ambientali sfavorevoli ridurranno la loro attività, entrando in riposo vegetativo. Quelle verdi sono le più adatte a vivere in un ambiente ombreggiato, mentre quelle argentate possono ricevere anche alcune ore di luce solare al giorno. Posizionate in una condizione climatica favorevole sono capaci anche di fiorire.

Possono essere posizionate in un vaso di vetro aperto, in un piatto o direttamente su un ripiano o una mensola. Altrimenti è possibile farle pendere dal soffitto legate a un filo. Si possono perfino attaccare a una parete. Oppure ancora essere utilizzate per delle composizioni, fissandole a una base di corteccia, sfagno o licheni.

Come prendersi cura della tillandsia, le 10 regole fondamentali

  1. Immegere per qualche minuto in acqua per umidificare la pianta ogni 10 giorni circa (le tillandsie a foglia verde vanno bagnate più frequentemente).
  2. Utilizzare acqua del rubinetto: nell’acqua queste piante troveranno tutti gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno.
  3. Metterle in una posizione luminosa: di fronte a una finestra esposta a est o a ovest. Una finestra a sud andrà schermata con una tenda.
  4. Tenetele al riparo dai raggi diretti del sole, ma qualche ora di luce diretta andrà benissimo (soprattutto per quanto riguarda le tillandsie a foglia grigia).
  5. Evitate di nebulizzarle: il calcare presente nell’acqua potrebbe occludere i tricomi grazie a cui riescono a bere.
  6. Piantarle in un vaso potrebbe essere rischioso, si potrebbero sviluppare dei marciumi del fusto.
  7. Non incollarla a una parete o non fissarla con del silicone. Utilizzate solamente del filo (nylon, cotone, rame) per legarle a un supporto.
  8. In inverno e in estate al riparo: se molto caldo o molto freddo evitate di lasciare le tillandsie all’esterno.
  9. Evitate di concimarle: saltuariamente qualche goccia di concime liquido potrebbe aiutarle nella crescita.
  10. Eliminate le foglie morte o le parti molli del fusto con una forbice dalle lame affilate.

Potete acquistarle in negozio oppure ordinarle online, vi arriveranno direttamente a casa in pochi giorni.

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