cura della tillandsia

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cura della tillandsia – come farle stare bene

La cura della tillandsia è molto semplice, ma si dovranno rispettare alcune regole fondamentali per la crescita e il benessere della nostra pianta.

Le tillandsie sono un genere di piante provenienti dal Centro America che comprende circa 600 specie diverse. Sono delle Bromeliacee, parenti strette dell’ananas. Non possiedono un vero e proprio apparato radicale anche se sono dotate di radici per aggrapparsi ad alberi o rocce. Questa vita ‘appesa’ ad altre piante è tipica delle piante denominate epifite, molto comuni nelle foreste tropicali ed equatoriali.

Riescono a sopravvivere assorbendo l’acqua di cui hanno bisogno dall’umidità dell’aria. Sono delle buone indicatrici dell’inquinamento atmosferico, catturando insieme all’umidità anche alcune porzioni delle polveri generate in ambiente urbano.

Sono piante molto rustiche. In condizioni ambientali sfavorevoli ridurranno la loro attività, entrando in riposo vegetativo. Quelle verdi sono le più adatte a vivere in un ambiente ombreggiato, mentre quelle argentate possono ricevere anche alcune ore di luce solare al giorno. Posizionate in una condizione climatica favorevole sono capaci anche di fiorire.

Possono essere posizionate in un vaso di vetro aperto, in un piatto o direttamente su un ripiano o una mensola. Altrimenti è possibile farle pendere dal soffitto legate a un filo. Si possono perfino attaccare a una parete. Oppure ancora essere utilizzate per delle composizioni, fissandole a una base di corteccia, sfagno o licheni.

Come prendersi cura della tillandsia, le 10 regole fondamentali

  1. Utilizzare solamente acqua distillata o acqua piovana.
  2. Nebulizzare o immegere per poco tempo in acqua per umidificare la pianta.
  3. Metterle in una posizione luminosa: di fronte a una finestra esposta a est o a ovest. Una finestra a sud andrà schermata con nuna tenda.
  4. Non esporre tutto il giorno ai raggi diretti del sole, ma qualche ora andrà benissimo (soprattutto per quanto riguarda le tillandsie grigie).
  5. Non tenere immersa nell’acqua per troppo tempo.
  6. Piantarle in un vaso sarà inutile e rischioso, si potrebbero sviluppare dei marciumi del fusto.
  7. Non incollarla a una parete o non fissarla con del silicone. Utilizzate solamente del filo (nylon, cotone, rame) per legarle a un supporto.
  8. In inverno e in estate (se molto caldo o molto freddo) evitate di lasciare le tillandsie all’esterno.
  9. Evitate di concimarle, è del tutto inutile.
  10. Eliminate le foglie morte o le parti molli del fusto con una forbice dalle lame affilate.

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cura del marimo

cura del marimo - come prendersi cura di un'alga palla - R nel bosco

cura del marimo – come prendersi cura di un’alga palla

La cura del marimo è facile, ma si devono assolutamente rispettare alcune regole fondamentali.

I marimo sono colonie sferiche di alghe (Aegagropila linnaei) che vivono nell’acqua dolce di laghi freddi di Giappone, Islanda, Scozia e Russia. La loro particolare forma è mantenuta dal movimento della corrente. Il loro nome comune viene dal giapponese (alga-palla). Queste alghe non producono spore, quindi non sono pericolose per l’ambiente circostante poichè non si diffondono nell’ambiente acquatico. I pescatori islandesi le chiamano kúluskítur (sfera di erbaccia che rimane impigliata nelle reti da pesca).

Allo stato naturale vivono anche un paio di secoli, allargandosi di qualche millimetro all’anno. In Giappone sono molto popolari ed esistono protagonisti di fumetti e personaggi nella cultura di massa che si ispirano a questo essere vivente.

Possono vivere dentro barattoli o acquari pieni d’acqua dolce. Durante il giorno effettuano la fotosintesi e, liberando ossigeno, possono salire in superficie per poi scendere verso il fondo durante il resto della giornata.

Come prendersi cura del marimo, le 10 regole fondamentali

  1. Utlizzate solamente acqua dolce per riempire i barattoli dove vivono i marimo.
  2. Non posizionare il barattolo in pieno sole. Le alghe palla possono ricevere comunque qualche ora di luce diretta al giorno.
  3. I barattoli possono vivere tutto l’anno all’interno. Se decidete di tenerli all’esterno, evitate di lasciarli fuori in estate e in inverno.
  4. Non posizionate i marimo in un acquario con dei pesci rossi, la mangerebbero completamente. Invece queste alghe possono vivere tranquillamente con i gamberetti, che le utilizzeranno come nascondiglio.
  5. Dovete cambiare ai barattoli l’acqua ogni 7-10 giorni. Ma se ritardate non preoccupatevi, i marimo resisteranno. La pulizia dei barattoli è importante. Strofinate le superfici interne del barattolo con un panno per eliminare i depositi di calcare e le impurità.
  6. Pulizia dell’alga: passate il marimo sotto l’acqua del rubinetto, strizzandolo per togliere le impurità e le parti necrotiche.
  7. Appallottolare l’alga palla per ridarle una forma sferica durante le operazioni di pulizia.
  8. Non concimarla assolutamente, si rischierebbe di bruciare il marimo.
  9. Evitare di usare acqua distillata. I marimo trovano nell’acqua gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno e che non troverebbero altrimenti nell’acqua demineralizzata.
  10. Tenete le alghe palla fuori dall’acqua per poco tempo,  solamente per pulirle e per cambiare l’acqua.

Se l’alga non stesse bene e diventasse leggermente o parzialmente marrone, non allarmatevi. La si può farla tornare a essere verde e in forma seguendo alcuni accorgimenti. Estraetela dal barattolo e strizzatela sotto l’acqua corrente fino ad eliminare le parti marroni.  Cambiate l’acqua, posizionate il barattolo in un posto differente e più luminoso.

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cura del terrario

cura del terrario - R nel bosco - Reggio Emilia

cura del terrario – ABC del buon terrarium-tender

La cura del terrario chiuso è molto semplice, ma si devono seguire alcune regole fondamentali. Se si sbaglia non bisogna avere paura ma solamente prestare attenzione ad alcuni accorgimenti. Qui di seguito trovate anche qualche suggerimento su come intervenire nel caso che notaste delle problematiche. Se siete in dubbio chiedeteci un parere e vi forniremo istruzioni su come prendervi al meglio cura del terrario.

Come prendersi cura del terrario, le 10 regole fondamentali:

  1. non bagnare troppo.  Il terrario è un sistema chiuso, il rischio di dare troppa acqua è molto alto. Dovrete procedere per gradi, toccando il substrato per costatarne l’umidità. Vi consigliamo di ‘irrigare’ con uno spruzzino o con una spugna imbevuta d’acqua per riuscire meglio a dosare l’acqua. Meglio procedere lentamente dando poca acqua alla volta per non eccedere.
  2. non lasciare aperto il terrario. Il terrario potrebbe asciugarsi eccessivamente. Le piante all’interno provengono da luoghi umidi e crescono meglio in un ambiente con un’alta percentuale di umidità. Se decidete di tenere aperto il barattolo ricordatevi che in questo caso il terrario si comporterà come un normalissimo vaso e andrà bagnato molto più spesso.
  3. non esporre alla luce diretta del sole. I terrari chiusi possono essere utilizzati come bellissimi soprammobili o centrotavola. Ricordatevi che sono ecosistemi vivi e che contengono piante adatte a vivere in luoghi a bassa luminosità. Esporli per molto tempo ai raggi diretti del sole equivale a cuocere le piante all’interno (come potrebbe fare una pentola a pressione). Se pensate di posizionare il terrario davanti ad una finestra esposta a sud ricordatevi di schermare la luce con una tenda.
  4. non chiudere in una stanza buia. I terrari contengono delle piante che, seppur abituate a vivere in condizioni di scarsa illuminazione, hanno necessità per vivere di effettuare la fotosintesi clorofilliana. Vi consigliamo di posizionarli nelle vicinanze di una finestra esposta a nord, a est o a ovest. Se la stanza che avete scelto è molto buia, sarà necessario illuminare artificialmete con una lampada a led.
  5. non concimare. I terrari sono sistemi chiusi, aggiungere del concime è molto rischioso. Il rischio di fornire una dose troppo elevata e quindi di bruciare la pianta è molto alto. Nella maggior parte dei casi è inutile concimare un terrario.   Chiedeteci un parere prima di effettuare questa operazione.
  6. non rovesciare. Non dovrete mai rovesciare il barattolo. Nemmeno se voleste togliere l’acqua in eccesso. Un terrario è come un vaso, se lo rovesciate, tutto il contenuto cadrebbe fuori, piante comprese.
  7. non asciugare la condensa. La condensa che si forma all’interno del barattolo fa parte del ciclo dell’acqua. Senza di essa le piante nel contenitore morirebbero. L’acqua evapora e si raccoglie sulle pareti interne, in seguito gocciola nuovamente verso il basso inumidendo il subastrato. Togliendo la condensa il terrario si asciugherebbe in breve tempo.
  8. non mettere sopra un calorifero. Le piante contenute all’interno provengono da climi più caldi, ma posizionare il terrario su una fonte di calore equivale a cuocerle a fuoco lento.
  9. non tenere all’esterno durante l’inverno. Normalmente le piante da interno non sopravvivono a temperature inferiori ai 13°C. Evitate di lasciare i terrari all’esterno dell’abitazione quando le temperature esterne notturne diventano troppo rigide.
  10. usate sempre acqua distillata. Per bagnare i terrari non utilizzate acqua di rubinetto. Se riuscite adoperate acqua distillata o al massimo di bottiglia (povera di calcio). L’acqua dell’acquedotto è molto ricca di calcare e questo tende ad accumularsi all’interno del substrato rendendo inospitale il terriccio alle radici delle piante. Non utilizzate l’acqua trattata da un addolcitore per bagnare le vostre piante.

Errori che possono capitare nella cura del terrario, 10 consigli su come mi devo comportare in caso di:

  1. troppa acqua. Se avete bagnato troppo il vostro terrario vi consigliamo di aprirlo e lasciare che l’acqua evapori. Il barattolo dovrà rimanere aperto per il tempo necessario a far evaporare l’acqua in eccesso, in seguito andrà chiuso nuovamente. Durante questo periodo toccate il substrato per controllare il livello di umidità
  2. caduta delle foglie. Le piante posizionate all’interno del terrario sono esseri viventi e quindi risponederanno agli stimoli esterni. Troppi spostamenti, cambi di luce e temperatura potrebbero comportare la caduta delle foglie. Evitate, se riuscite, gli eccessivi cambiamenti. Estraete le foglie morte. Aspettate che la pianta ne rimetta di nuove. Se questo non avviene chiedeteci un parere. Anche le piante appena inserite in un terrario potrebbero perdere alcune foglie come risposta al cambio di umidità dell’ambiente
  3. morte delle piante. Nonostante la gestione dei terrari sia abbastanza facile, le piante potrebbero morire. Anche se le piante scelte sono adattate a vivere in ambienti con alta umifdità e scarsa luminosità può capitare. In questo caso contattateci: potremmo capire la problematica, intervenire e sostituire rapidamente la pianta all’interno
  4. muffa bianca. La presenza di una patina bianca copra il substrato è sintomo di un’eccessiva umidità. In questo caso aprite il barattolo, eliminate se riuscite le parti muffite (grattando leggermente la superficie del substrato), tenete aperto il barattolo per un po’ di tempo fino a far diminuire l’umidità interna. Non intervenendo, la muschia attaccherà le foglie facendole morire. In questo caso tagliate ed eliminate le parti di pianta colpite. Spostate il terrario in una posizione più luminosa.
  5. moschini neri. La presenza di moschini (sciaridi) di colore nero all’interno del terrario è un brutto sintomo, ma risolvibile. Questi insetti si sviluppano in condizioni di alta umidità. Le larve vivono all’interno del terriccio umido e si cibano delle radici delle piante, gli insetti svolazzano all’interno del barattolo. La prima cosa da fare è aprire il barattolo per ridurre l’umidità. La seconda è utilizzare un insetticido sistemico spray: consigliamo di spruzzarlo nel barattolo e in seguito di chiudere per un paio di giorni il coperchio per eliminare la problematica.
  6. altri animali. Nei terrari più grandi la presenza di altri animali potrebbe non essere dannosa, ma teneteli sott’occhio per evitare che inizino a diventare nocivi o troppi. La presenza di lanugini bianche sulle foglie potrebbe indicare la presenza di cocciniglie cotonose che si nutrono della linfa della pianta. In questo caso occorre eliminarle mediante l’uso di un insetticido sistemico spray: consigliamo di spruzzarlo nel barattolo e in seguito di chiudere per un paio di giorni il coperchio per eliminare la problematica. Le lumache invece si nutrono delle foglie delle piante. Se le vedete all’interno del terrario elimininatele rapidamente per evitare che ‘bruchino’ le vostre piante.
  7. foglie gialle. Potrebbero essere il sintomo di un’eccessiva irrigazione come di una ridotta umidità. Per conoscere la causa dell’ingiallimento dovrete toccare il substrato o il muschio del terrario per constatarne l’umidità. Se il terreno è fradicio dovrete intervenire bagnando gradualmentte il terrario. Se il substrato è fradicio dovrete tenere il coperchio del barattolo aperto per il tempo necessario ad asciugarne il contenuto.
  8. macchie nere sulle foglie. Sono causate da un fungo. Tagliate ed eliminate le parti infette. Tenete aperto per un po’ di tempo il terrario per ridurre l’umidità interna e permettere alle piante di cicatrizzare più rapidamente le ferite.
  9. fusto rammollito. Questo risultato deriva dall’eccessiva irrigazione con la conseguente marcescenza delle radici e del fusto. Dovrete estrarre e sostituire le piante. Contattateci per avere un parere o un’assistenza.
  10. margini fogliari secchi. Questa condizione si presenta quando l’umidità all’interno del terrario si riduce eccessivamente oppure quando la temperatura sale eccessivamente. Bagnate gradualmete il terriccio all’interno e provate a cambiare di posto al terrario (forse era in una posizione assolata).

Regole per i più esperti per la cura del terrario, 5 accorgimenti su cosa fare quando:

  1. le piante crescono troppo. Dopo un po’ di tempo e con buone condizioni ambientali le piante all’interno del terrario potrebbero crescere eccessivamente. Se osservate che le foglie sono schiacciate contro le pareti o il tappo del barattolo è il momento di potare. Utilizzate sempre attrezzi affilati (e disinfettati con dell’alcool etilico). Effettuate tagli netti, senza lasciare sfilacciamenti, all’altezza di un ramo laterale o di una foglia.
  2. il muschio ingiallisce. La posizione del terrario non è ottimale per la crescita dei muschi. Potete estrarli dalla composizione, immergerli nell’acqua distillata, strizzarli delicatamente e reinserirli nel barattolo. In seguito spostate il terrario in una posizione più luminosa.
  3. vogliamo aggiungere terriccio. I terrari si comportano esattamente come dei bonsai: le piante al loro interno si sviluppano meno a causa della mancanza di spazio per le radici. Il sistema interno che si viene a formare vive in un equilibrio di spazio. Se volete aggiungere del substrato potreste ottenere una crescita troppo rapida delle piante interne. Chiedeteci un parere prima di effettuare questa operazione.
  4. sostituire una pianta. Per sostituire o aggiungere una pianta in un terrario dobbiamo innanzitutto prepararla. Dovrete bagnarla qualche giorno prima, estrarla dal vaso, grattare delicatamente la zolla togliendo del terreno e riducendone la grandezza. Potete anche potarne leggermente le radici. Allo stesso tempo dovete creare con un cucchiaio o una piccola spatola lo spazio per inserire la pianta nel terrario. Cercate di creare un buco della misura esatta della zolla senza andare a lesionare eccessivamente le radici dell altre piante. Dopo che avete posizionato la nuova pianta, pareggiate il substrato e pressatelo leggermente.
  5. vogliamo aggiungere della luce artificiale. Una luce artificiale supplementare potrebbe aiutare nel caso non disponiate di una buona illuminazione naturale. Utilizzate lampadine a led a luce naturale (6500 K), più Watt avrete a disposizione meglio sarà.

Se avrete cura del terrario, questo potrà vivere molti anni e anche sopravvivervi!

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fish bone cactus

fish bone cactus - R nel bosco

fish bone cactus risultato di una battuta di caccia grossa

Finalmente abbiamo trovato il fish bone cactus (Epiphyllum anguliger)! Nuove foglie a R nel bosco: risultato di una battuta di caccia alle piante estenuante. L’Epiphyllum anguliger è conosciuto anche come fish bone cactus per la forma a zig zag delle foglie. Nonostante sia una Cactacea predilige un suolo umido, ma non fradicio, e un ambiente di ombra luminosa, assolutamente senza luce del sole diretta. Proviene dal Mexico, dove si comporta come epifita vivendo aggrappato ai tronchi degli alberi nelle foreste sempreverdi. Lo si può trovare fino a più di 1500 metri di dislivello. I primi esemplari arrivarono in Europa alla fine del 1800. Data la sua provenienza, è una pianta che resiste anche a temperature di 10°C per corti periodi di tempo. Fiorisce in autunno, produce fiori molto profumati.

🌿🔫🌿
#epiphyllumanguliger #fishbonecactus #cura #consigli #errenelbosco #piazzafontanesi #ReggioEmilia #inutileprezioso #foglie #leaves #plants #negoziopiante #piante #indoor #handmade #urbanjungle #Rnelbosco🌳 #stranezzebotaniche #pianteincasa #piantegrasse #pianteappese

Le potete trovare in negozio in piazza Fontanesi 6 a Reggio Emilia (chiamateci per controllarne la disponibilità).

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mappa di reggio emilia

mappa per chi è di qui o chi è di passaggio

Una mappa di reggio emilia, realizzata da comò mag, che racchiude diversi angoli della città da scovare e perlustrare. Gallerie d’arte, laboratori d’arte, atelier, ristoranti, brasserie, negozi, librerie, bar e vinerie.

Cercando sulla mappa, in zona piazza fontanesi 6, al numero 12 trovate anche R nel bosco!

Qui di seguito la mappa e la descrizione dei luoghi da non perdere assolutamente. Potete anche visitare la versione online della comò map

mappa reggio emilia

Where to Art

Vicolo Folletto Comò Space
Questa è casa nostra, uno spazio intimo e creativo che è cuore pulsante della redazione di Comò Mag. e fucina delle idee di Comò Lab. nonché sede di workshop e mostre. Qui raccogliamo le nostre idee, i progetti, tutta la fuffa e le cose belle. Proprio in occasione di Fotografia Europea 2018 lo space si colorerà di blu, con le opere metafisiche di Charlie Davoli. La sua personale, Retrospettive del domani, non può che essere la primissima tappa del vostro giro a Reggio. Comò vi aspetta!
Corso Garibaldi, 1 (cortile interno).

2  Atelier ViaDueGobbiTre
Questo antico palazzo nel centro di Reggio celebra quest’anno il decennale di collaborazione con Fotografia Europea. Un labirinto artistico in cui si confondono residenze e spazi espositivi, dove incrociare artisti e fotografi. Con la sua ricca lista di eventi, letture e laboratori, ViaDueGobbiTre è un must per i visitatori di Fotografia Europea. Anche per questa edizione il ballatoio centrale vedrà presente la Collettiva di Igers e Creativi che, per Comò Mag., daranno vita ad una Rivoluzione dai Toni Pastello. Portate i colori e qualche pensiero ribelle!
Via dei Due Gobbi, 3.

3 Vicolo Folletto Gallery
Vicolo Folletto Gallery è uno spazio particolare, una galleria insolita, perché ospita opere che solitamente in galleria non stanno. Ma è proprio questo il bello di una delle tappe imperdibili del Circuito OFF di Fotografia Europea. Per l’edizione 2018 ospita la mostra Crossing di Alex Fakso, writer e street-photographer. Con le sue opere concettuali e le sue installazioni, Fakso si inserisce alla perfezione nel filone della street-art, che Vicolo Folletto Gallery sta percorrendo già da tempo. Rivoluzionario? La risposta è sì!
Vicolo Folletto, 1.

4 Tigre Contro Tigre
Appena nato ma già su una buonissima strada, questo laboratorio creativo fondato dalle mitiche Elisa e Angelica è il luogo perfetto dove sbizzarrirvi. Oltre ai numerosi workshop che qui vengono ospitati, Le Tigri realizzano bellissimi ritratti e illustrazioni su commissione. All’interno troverete anche un piccolo corner-shop con tutte le loro creazioni: noi non abbiamo saputo resistere alla shopper con il mega raviolo Gyoza disegnato sopra. In occasione di Fotografia Europea ospiteranno la mostra fotografica di Martina Baschieri. Fateci un salto!
Via Guasco, 2/E.

Where to Eat

Marta in Cucina
Menu della tradizione (però mia nonna non lo deve sapere). Cucina in questo ristorante è sinonimo di sperimentazione e ricercatezza: Marta e Ivan vi faranno assaporare il ricordo della tradizione ma in maniera innovativa. Un po’ come se si volesse rispettare il ricettario di famiglia, ma aggiungendo qualcosa di nuovo. Marta è la rockstar di questa cucina che, non a caso, porta il suo nome.
Vicolo Folletto, 1/C.

Casa delle Sementi
Nascosto all’ombra del Museo del Tricolore c’è un posticino particolare. Una caffetteria? Un negozio di fiori? Un locale tranquillo dove poter mangiare o bere qualcosa? Beh, Casa delle Sementi è tutto questo. La loro brasserie è inconfondibile: fiori freschi sui tavoli ogni giorno, la cucina a vista e il laboratorio floreale sul retro lo rendono una piccola meraviglia nel cuore di Reggio. Per non parlare dello stile delle sementi women, super hype!
Via Arcipretura, 4/A.

Interno TRE
Tre come Ilaria, Marco e Filippo. Giovanissimi hanno aperto a Reggio un ristorantino che valorizza i piccoli dettagli e combina l’atmosfera retrò a piatti coloratissimi e innovativi. Come il menù, anche l’interno si rinnova stagionalmente, ospitando le opere di artisti da ogni dove. Questo piccolo bistrot veg. non si fa trovare facilmente, ma chi trova Interno TRE trova senz’altro un tesoro.
Via Blasmatorti, 1/C.

Where to Shop

Le Petit Bohemien
A pochi passi da Piazza Prampolini c’è un negozietto che sa di Francia, tempera fresca e lotta coi cuscini. Quello costruito da Alessandra è un mondo fatto su misura per piccoli creativi ma anche per tutti quelli che vogliono rivivere un momento magico come quello dell’infanzia. Noi i trasferelli li abbiamo già comprati, e voi?
Via Croce Bianca, 1/Q.

Coralli e Renne
Avete sempre pensato che una testa di renna sarebbe perfetta per il muro del vostro salotto, ma siete animalisti convinti e proprio non potete realizzare questo desiderio? Tranquilli, ci pensano Corrado e sua moglie Manuela di Coralli e Renne a trovare l’arredamento giusto che unisce l’eleganza del vintage con l’originalità degli oggetti stravaganti. E a proposito delle teste da muro? Non temete: ve ne fabbricheranno una in tessuto, 100% animal friendly!
Via Squadroni, 1/B.

1Pipocas
Tutte le volte che tocchiamo un capo vintage non possiamo fare a meno che ripensare alla sua storia. È come quando si incontra qualcuno per la prima volta: lo studiamo, lo conosciamo e alla fine capiamo se è fatto apposta per noi. Possiamo vivere la magia di questi incontri nel negozio di Carole che, dopo aver girovagato per i market di tutt’Italia, ha scelto Reggio come casa per Pipocas in cui vendere la sua selezione di capi vintage da urlo.
Via del Cristo, 1/B.

11 Domestica Shop
Entrare da Domestica è come varcare la soglia di un negozio danese. L’inconfondibile atmosfera hygge si ritrova nei piatti decorati, nelle candele profumate e in tutti quegli oggetti che Eleonora & Eleonora amano chiamare “generi di conforto”. Avvertenze: crea dipendenza. Si prega di non svaligiare il negozio!
Piazza Fontanesi, 4.

12 Erre nel Bosco
All’ombra dei tigli di Piazza Fontanesi c’è una piccola vetrina che dà su un bosco. Collezionisti di cose inutili ma preziose, Francesco e Ilaria di Erre nel Bosco raccolgono nel loro spazio piccole stranezze che coniugano la passione per la natura e la creatività. Se da piccoli avete sempre sognato di costruire una casa sull’albero, questo è il posto che fa per voi.
Piazza Fontanesi, 6.

Where to Buy a Book

13 I Libri Risorti
Dietro la porta color magenta di questa libreria si respira un profumo tanto caro a noi lettori: quello delle pagine già sfogliate. Qui i libri sono piccole rarità di seconda mano scovati dal fiuto sapiente di Giovanni e Raffaella. Luci soffuse, fiori freschi e un sorriso sincero vi renderanno difficile non varcare la soglia de I Libri Risorti. Quindi non esitate! Come dice il buon vecchio Bob Dylan “Don’t think twice, It’s all right”.
Via Migliorati, 8/B.

14 Il Semaforo Blu
Una volta Gianni Rodari raccontava di un semaforo che a Milano si era improvvisamente tinto di blu, dando il via libera a ciascuno per imparare a volare. Solo pochi però erano stati abbastanza coraggiosi da buttarsi nell’impresa, abbandonando la vita frenetica di tutti i giorni. Fatelo anche voi, siate coraggiosi! Seguite il semaforo che, sulla via Emilia, ha tutte le luci accese di blu! Il Semaforo Blu nasce come libreria specializzata per bambini e ragazzi, ma è soprattutto spazio aperto a laboratori, dove ogni attività è bella perché creativa, espressiva e fatta insieme.
Via Emilia Santo Stefano, 62.

Where to Drink

15 Rookie
Non chiamateli paninari! Non stiamo parlando della sottocultura anni ’80, ma del loro piatto forte, che tutto è fuorché un semplice panino. I teneri vizi ad alto contenuto gourmet  dei ragazzi del Rookie infatti sono una vera leccornia, perfettamente abbinata agli originali liquidi piaceri. Non temete, chiedete pure consiglio ai baristi! Sapranno consigliare il match perfetto per voi.
Piazza Fontanesi, 1/F.

16 Jigger
Un’atmosfera un po’ buia, misurini e dosatori sparsi sul bancone e il nome spiriti sull’insegna: non vi stiamo portando nel laboratorio di un alchimista, ma da Jigger, tappa imperdibile nel weekend reggiano specialmente il venerdì sera. Davanti agli scaffali di legno stracolmi di liquori, vi stupiranno con la loro maestria i bar tender più cool della città e l’ottima selezione di cocktail ricercatissimi (e premiatissimi!). Inoltre lo chef Francesco sarà pronto a creare il perfetto abbinamento culinario al vostro drink.
Via S. Carlo, 10.

17 Sospeso Cafè
Avvolto da una grande nicchia nel sottoportico del vescovado, Sospeso è la meta perfetta all’ora dell’aperitivo nella centralissima Piazza Prampolini. La ristrutturazione per mano di Gianluca e suo fratello ha saputo creare un ambiente urban ricercato, che calza a pennello con il suo contorno antico. Incontrerete senz’altro i due giovani proprietari che, con una battuta, sapranno consigliarvi un’ottimo drink. Con la loro selezione di alcolici particolari (standig-ovation per il packaging) la serata è già in discesa!
Piazza Prampolini, 4/C.

18 Bottiglieria San Giovanni
In via Palazzolo, seguendo le lucine bianche, vi troverete davanti il piccolo scorcio della Bottiglieria San Giovanni: un’enoteca gastronomica che mostra il suo fascino già dalle vetrate che affacciano sull’esterno. Una volta entrati il Vinz vi farà sentire come a casa, accompagnandovi dall’aperitivo – con un calice e qualche assaggio homemade – alla cena sotto il gioco di luce di lampade antiquate con il suo fare ospitale da vero oste.
Via Palazzolo, 10/C.

19 Il Chioschetto
Dal 1983 il Chioschetto profuma con l’aroma del caffè i Giardini Pubblici di Reggio Emilia. Proprio dietro il Teatro Municipale Valli, il Chiosco è una meta perfetta per chi vuole prendersi una pausa all’ombra degli alberi e bersi un caffè leggendo il giornale. Adattissimo a chi vuole portare a giocare i figli e i fratellini al parco sapendo di poter contare su una buona merenda. Se capitate in pausa pranzo ordinate a Jean Paul un toast, c’è anche la versione veg!
Parco del Popolo.

(tratto da Comò Mag http://www.comomag.it/como-map-fotografia-europea-oltre-il-circuito-off-iciale/)

consegna a domicilio

consegna a domicilio - R nel bosco - Reggio Emilia

consegna a domicilio di foglie, semi e tutto il resto

mi ha sempre fatto sorridere la consegna a domicilio delle piante, mi sono sempre chiesto che cosa penseranno durante il #viaggio, in macchina, salendo le #scale o in #ascensore. Sublito dopo averle consegnate mi chiedo: ma saranno felici, cresceranno, staranno bene? Ogni volta che un cliente passa in negozio e mi confida che le piante che ho consegnato si trovano bene e sono cresciute mi sento veramnete molto bene!

R nel bosco riesce a consegnarvi le #piante a domicilio a Reggio Emilia e #dintorni. 🍃🍃🍃

#reggioemilia #consegna #errenelbosco #Rnelbosco #inviaggio #arrivo #indirizzo #eccoci #permesso

👨‍✈️✉🌵

 

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