lo zen e la potatura

Lo zen e la potatura - potare è un'attività contemplativa - R nel bosco

lo zen e la potatura: prendetevela calma

Lo zen e la potatura sono molto simili, in entrambi si deve avere pazienza e tempo. potare è un’attività contemplativa. non è come tagliare o tagliuzzare indiscriminatamente. innanzitutto dovete prendervi il vostro tempo, intervenire nel periodo corretto, respirare, riflettere su come crescerà una pianta dopo il vostro taglio. infine dovete ricordarvi che nel dubbio è meglio non tagliare. le forbici per potatura giapponesi nascono per scolpire i bonsai ma sono ottime per potare le piccole piante in casa e dentro i terrari. le tre forme differenti permettono di eseguire operazioni e tagli diversi. inoltre sono stupende attaccate a un muro 😊🌳.

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guida per riconoscere i marimo

guida per riconoscere i marimo: malati o finti - cura alga palla - R nel bosco

guida per riconoscere i marimo malati o finti

Questa guida per riconoscere i marimo, raccoglie qualche spunto per capire un po’ di più cosa sono e un aiuto in più per capire che cosa ha la vostra alga palla. Sta sul fondo? Vuole dell’acqua gassata? Ha smesso di ballare? Produce meno bollicine? Sta figliando? Non Preoccupatevi! Proviamo a capirci qualcosa. Innanzitutto un breve ripasso su cosa sono.

Un breve ripasso

I marimo (Aegagropila linnaei) sono colonie di alghe verdi pluricellulari tenute insieme dai loro fusti intrecciati, sono originari dei laghi freddi d’acqua dolce di Asia e Europa, la loro forma sferica è mantenuta dal ‘rollio‘ della corrente sul fondale, grazie alle bollicine di ossigeno prodotte durante la fotosintesi possono risalire in superficie.

Glossario dei marimo

  • Marimo: è il nome comune giapponese (letteralmente pianta acquatica di forma sferica). In altri luoghi è chiamato in modo diverso: moss ball dagli inglesi, kúluskítur dagli islandesi.
  • Aegagropila linnaei: genere e specie del marimo, in breve il cognome e il nome dell’alga palla. Aegagropila fa riferimento alla forma e consistenza delle palle di pelo che si possono trovare nell’apparato digerente delle capre. Il termine linnei fa riferimento a Carl von Linné padre della nomenclatura binomiale utilizzata per il riconoscimento di piante e animali.
  • Colonie: le alghe palla non sono esemplari ma aggregati di più organismi. Quando raggiungono una dimensione troppo grande si sfaldano dando vita a colonie più piccole.
  • Alghe: i marimo fanno parte delle alghe verdi, le clorofite, queste sono alghe piuttosto recenti (si sono evolute nell’Ordoviciano recente – 443,8 milioni di anni fa), da esse sono derivate le piante terrestri.
  • Verdi: questo colore che può presentarsi in tonalità differenti è l’indizio della presenza di clorofilla, il pigmento che permette alle cellule vegetali di realizzare la fotosintesi clorofilliana.
  • Fusti intrecciati: queste alghe non possiedono radici, sono esseri viventi molto primordiali che assorbono i nutrienti dall’acqua direttamente dai fusti.
  • Laghi freddi: i bacini d’acqua dove i marimo si trovano in natura hanno una temperatura che va dai 4 ai 20°C.
  • Acqua dolce: le alghe palla sono molto adattabili, si adattano a vivere in acqua con livelli di calcio da moderati a alti. Alti livelli di nutrienti derivanti dall’agricoltura e dalla pescicoltura, inquinamento e deposizione di fango derivante dalle attività dell’uomo ne ha causato la scomparsa in molti laghi.
  • Asia e Europa: i marimo crescono spontaneamente nel lago Akan in Giappone (, Mývatn in Islanda e nei laghi Shatskyi in Ucraina. Nel lago Zeller in Austria, in Scozia e in Inghilterra si possono trovare le alghe ma non in forma sferica. Sono rari in Nord America. Un tempo il loro areale era più esteso.
  • Rollio: il movimento dell’acqua sul fondo mantiene la forma delle alghe palla che altrimenti si adagerebbero sul fondo, aprendosi e formando dei tappetini. Il continuo ‘rollio’ permette la fotosintesi su tutta la superficie, mantenedola verde.
  • Fondale: i marimo in natura vivono sul fondo di laghi molto limpidi, dove la luce arriva a diversi metri di profondità
  • Bollicine di ossigeno: durante la fotosintesi, mediante la clorofilla, anidride carbonica, acqua e luce vengono convertite in zucchero (glucosio) e ossigeno. Quest’ultimo rimane attaccato alla superficie dei marimo.
  • Risalire in superficie: le colonie più piccole e meno pesanti possono essere sospinte verso l’alto dall’ossigeno prodotto durante il giorno.

Tra storia e cambi di nome

Il botanico austriaco Anton Eleutherius Sauter fu il primo a descrivere le alghe palla pressenti nel lago Zeller in Austria nel 1820.

Il botanico tedesco Friedrich Traugott Kützing creò nel 1843 il genere Aegagropila e vi inserì i marimo con il nome di Aegagropila linnaei. Successivamente lo stesso autore li spostò nel genere Cladophora nel 1849 con i nomi di Cladophora aegagropila e Cladophora sauteri.

Una ricerca sul DNA terminata nel 2002 ha riportato il nome ad Aegagropila linnaei. La presenza di chitina nelle pareti cellulari lo distingue dal genere Cladophora.

Palline di marimo malate

La guida per riconoscere i marimo malati vi permetterà di capire cos’hanno le vostre alghe palla e come curarle.

Sebbene i marimo siano molto resistenti e possano resistere a una vasta gamma di temperature e a condizioni dell’acqua più diverse, possono assumere uno strano colore. Questo fatto è un’indicazione che qualcosa non va.

  • Bianco o più chiaro – Probabilmente sta ricevendo troppa luce. Schermatela o allontanate il contenitore dalla fonte luminosa.
  • Marrone – Potrebbe essere un segno che è ora di pulirlo delicatamente. Se questo non risolve il problema, provate e ad aggiungere un pizzico di sale all’acqua per stimolarne la crescita oppure cambiate più frequentemente l’acqua.
  • Marrone sul fondo – Se il fondo del marimo è diventato marrone è perché non ha ricevuto luce per lunghi periodi di tempo, assicuratevi di farlo rotolare per mantenerlo verde su tutta la superficie.
  • Nero o si sfalda – Purtroppo è noto che i marimo possono iniziare a sfladarsi e a decadere dall’interno, soprattutto quando è stato coperto da alghe ostili o quando è troppo grande perché l’acqua pulita raggiunga l’interno. Dovrete rimuovere le parti nere e arrotolare l’alga palla. Sarà più piccola di prima, ma con maggiori possibilità di sopravvivere e crescere.
  • Viscido – Se al tatto la superficie dell’alga palla vi sembra un po viscida o se la sua consistenza vi sembra insolita, potreste avere a che fare con alghe ostili che stanno colonizzando la superficie del marimo. Queste alghe, a crescita più rapida, soffocano il marimo, quindi è meglio lavarle via accuratamente o rimuoverle con una pinzetta. Frequenti cambi di acqua ne riducono gradualmente il numero.
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Riconoscere un finto marimo

I marimo artificiali esistono! Qui di seguito troverete una guida per riconoscere i marimo finti da quelli veri.

  • Le alghe palla artificiali sono realizzate in plastica morbida ricoperta di peli sintetici. La plastica dovrebbe essere abbastanza riconoscibile.
  • Normalmente i marimo veri vengono allevati in acqua, anche se possono sopravvivere anche un mese chiusi in un sacchetto ermetico. Quelli finti sono venduti in blister o confezioni di plastica.
  • Potete cambiare la forma di un’alga palla vera facendola rotolare tra le mani.
  • Potete, ma lo sconsigliamo, dividere il vostro marimo vero in porzioni più piccole.
  • Un finto marimo è spesso troppo perfetto. Se il vostro marimo ha delle protuberanze e sembra imperfetto, ci sono buone probabilità che sia vero.
  • Comunque non aspettatevi che cresca molto rapidamente: i marimo crescono in diametro solo 5 mm all’anno!
  • Se le colorazioni dei vostri marimo sono tutte diverse e se il verde diventa, a seconda dell’esposizione alla luce, più o meno brillante: state tranquilli che sono veri.
  • Se si ammalano (purtroppo): sono vivi.

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Non galleggia? Vuole dell’acqua gassata? Ha smesso di ballare? Produce meno bollicine? Sta figliando? Se avete ancora dubbi consultate la nostra pagina sulla cura del marimo:

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per le semine ci siamo

per le semine - orto in piena terra e in vaso - consigli - R nel bosco

per le semine dell’orto in piena terra e in vaso

Per le semine del vostro orto estivo ormai ci siamo. Da marzo potrete iniziare a lavorare per avere un florido raccolto estivo. Vi diamo alcuni suggerimenti per iniziare la vostra attività orticola. Ma attenti alle giornate fredde che potrebbero ancora presentarsi.

semina fuori…

I freddo rischia ancora di abbattersi sulle vostre giovani piantine che stanno per spuntare. Vi consigliamo di procedere con cautela e se avete qualche dubbio sull’andamento stagionale di rinviare la semina di una settimana.

Esistono altrimenti delle soluzioni per riparare le vostre colture in crescita dalle basse temperature. Soluzioni che potrete attuare sia che stiate lavorando in piena terra che in vaso o fioriera. Un telo trasparente in PVC fissato con degli archetti al terreno per costruire un piccolo tunnel permette alle temperature di non abbassarsi troppo.

Se state lavorando nelle fioriere o nei vasi sul balcone potreste utilizzare dei barattoli di vetro (o plastica) trasparente capovolti. Queste campane non soffocheranno la piantina appena nata ma la proteggeranno adeguatamente. Si possono utilizzare anche dei sacchetti di plastica trasparenti anche se sono ovviamente molto meno belli da vedere.

La pacciamatura con la paglia è ottima per le giovani piantine seminate in aiuole o grandi vasche e fioriere. Ricordatevi di creare un alto strato di paglia per riuscire a proteggerle. Nel caso di orti in piena terra anche il tessuto non tessuto bianco è perfetto una volta steso sul terreno.

…o in ambiente protetto

Se volete essere ancora più sicuri e se le temperature esterne sono ancora troppo rigide, il nostro consiglio è quello di seminare in semenzai (vedi sotto) all’interno di piccole serre, in una posizione riparata e assolata o addirittura direttamente in casa.

Le piantine avranno il tempo di crescere e diventare più forti prima di essere trapiantate all’esterno. Ricordatevi che il passaggio ‘dentro’ – ‘fuori’ potrebbe essere traumatico per per le giovani piante. Assicuratevi di effettuarlo gradatamente oppure una volta terminato il rischio di gelate tardive.

progettazione degli spazi per le semine

Avete letto bene, si, progettazione! Anche per le semine, per questa attività assolutmante bucolica e spensierata, ci vuole la testa. Fermatevi un attimo a pensare prima di iniziare a seminare per non ritrovarvi con centinaia di giovani piantine e non avere più spazio a disposizione.

Controllate sempre la dimensione finale delle orticole che state iniziando a coltivare. Alcune piante tendono a crescere molto, soprattutto se coltivate in piena terra. Le piante coltivate in vaso potrebbero crescere meno a causa della mancanza di spazio.

Seminate sempre qualche seme in più per avere piante a sufficienza, se alle fine ne avrete o in più le potrete comunque regalare a un amico o a un vicino. Chissà che in cambio non vi fornirà qualche varietà insolita!

Qui di seguito trovate le dimensioni medie delle piante più gettonate per l’orto sul balcone – utilizzabili anche in pieno campo (larghezza per altezza). In piena terra ovviamente le orticole avranno ‘performance’ nettamente migliori:

  • alchechengi (80 x 60 cm)
  • aromatiche (in media 50 x 50 cm)
  • basilico (30 x 40 cm)
  • bietola (30 x 40 cm)
  • carota (20 x 30 cm)
  • cetriolo (60 x 60 cm)
  • cipolla (20 x 30 cm)
  • erba cipollina (15 x 20 cm)
  • fagiolino nano (30 x 40 cm)
  • finocchio (40 x 60 cm)
  • fiori eduli (in dipendenza dalla specie 20 x 30 cm)
  • fragola (30 x 20 cm)
  • lattuga (20 x 20 cm)
  • melanzana (40 x 60 cm)
  • peperoncino (30 x 50 cm)
  • peperone (40 x 60 cm)
  • pomodoro (in dipendenza dalla specie 40 x 60 cm)
  • prezzemolo (30 x 40 cm)
  • ravanello (20 x 20 cm)
  • rucola (20 x 20 cm)
  • sedano (30 x 50cm)
  • zucchina (60 x 60 cm)

quest’anno cosa mi mangio?

La scelta delle varietà per le semine di quest’anno dipende da molti fattori. Potrebbe all’inizio sembrare un’avventura bellissima ma si potrebbe tramutare in un incubo senza fine, soprattutto se lo spazio è ristretto o se l’orto si fa in due o tre persone.

Il nostro consiglio è quello di partire da cosa vi piace di più mettere sotto i denti per arrivare alle caratteristiche della pianta. Per il balcone puntate su piante di statura piccola e misura ridotta dei frutti. In pieno campo controllate la capacità di resistenza ai patogeni e alle malattie.

Tenete sempre uno spazio libero per testare o sperimentare nuove idee e nuovi gusti.

le giuste misure

Se avete deciso di creare un orto sul terrazzo, sul balcone, sul davanzale o perfino sul tetto ricordatevi delle radici. Radici che si devono sviluppare il più possibile per poter fornire alla pianta la forza necessaria per produrre foglie e frutti.

La profondità e la larghezza dei contenitori che vi consigliamo di utilizzare dovrà essere la maggiore che riuscirete a reperire e ad inserire nel vostro spazio. Per darvi un’indicazione di massima, considerate che un pomodoro o una melanzana necessita di un vaso di circa 30 cm di altezza per 30 cm di diametro. Meno sarà ampio il contenitore più stentata sarà la crescita del vostro ‘ortaggio’.

La misura di un orto famigliare in piena terra dipende dallo spazio che avete a disposizione, normalmente varia tra i 40 e gli 80 metri quadri per una famiglia di 2-4 persone. Ovviamente in piena terra vi potrete sbizzarrire ancora di più che in vaso.

Il nostro consiglio è quello di valutare sempre attentamente la forza lavoro necessaria (non solamente nelle prime fasi) e il tempo che potete dedicarci. Durante la stagione calda l’orto avrà bisogno di cure costanti: per essere irrigato, per togliere le infestanti, raccogliere i frutti e fare pulizia.

la corretta esposizione per le semine

La scelta dell’esposizione corretta è molto importante nella predisposizione di un orto pensile o in piena terra. Alle piante da orto piace molto il sole e la luce diretta. In mancanza di queste cose produrranno pochi e stentati frutti o si ammaleranno. Vi sconsigliamo assolutamente una posizione a nord o completamente ombreggiata.

Se avete la possibilità di scegliere, nel caso di orto in vaso, optate per i balconi a est o ovest. Quelli a sud potrebbero rischiare di essere troppo assolati. l sole tenderebbe a scaldare eccessivamente i contenitori facendoli seccare rapidamente e scaldando troppo le radici.

Se invece avete a disposizione una piccola aiuola, scegliete un orientamento a sud. Le piante godranno dei caldi raggi del sole estivo

non solo verdura

Se avete poco spazio la scelta sarà difficile ma cadrà quasi sicuramente sulle classiche piante da orto. Ma se riuscite a ricavare dello spazio in più oppure volete realizzare una fioriera mista con ortaggi e qualcos’altro. Vi consigliamo di provare a inserire tra le orticole anche piante da fiori e aromatiche, magari anche fiori eduli da inserire in insalate o altre preparazioni.

Per le semine dei fiori e delle piante aromatiche siete ancora in tempo. Alcuni suggerimenti: tageti, nigelle e nasturzi.

Oltre a dare qualche nota di colore e a poterli mangiare, i fiori attirano molti insetti pronubi (gli insetti impollinatori) come le farfalle e altri insetti utili che vi aiuteranno a combattere i parassiti.

per le semine ci vuole un frutto

Dentro la frutta e la verdura troverete dei semi, ma attenzione perchè non sempre è oro quello che luccica. Una volta piantati potranno sviluppare frutti con caratteristiche totalmente differenti da quelli delle piante madri. Questo perchè i semi delle piante orticole in commercio subiscono numerosi incroci volti ad amplificare determinate caratteristiche che poi si perdono nelle nuove generazioni.

Ma come ripetiamo sempre: provate per credere!

vecchia terra fa buon brodo

Se possedete dei contenitori con all’interno della terra molto vecchia le soluzioni sono due. Potete sostituire il substrato esausto con del nuovo terriccio, nel quale le piante troveranno tutte le sostanze nutritive di cui avranno bisogno. Oppure lavorate e concimate la terra per tempo, anche se in vaso, per renderla più soffice e arricchirla di elementi nutritivi.

La terra del bosco è per sua natura molto ricca di humus e sostanze organiche che la rendono naturalmente fertile. Ma al suo interno sono presenti anche moltissimi semi in dormienza di piante spontanee, pronti a germinare. Inoltre potrebbe nascondere nidiate di parassiti che non aspettano altro se non riversarsi sui vostri giovani ortaggi.

Usate la terra che trovate nei campi o nei boschi con attenzione, mescolandola con del terriccio universale da coltivazione.

Un’alternativa ecologica alla torba è il compost derivante dalla lavorazione degli scarti vegetali.

qualche idea per realizzare un semenzaio

Un buon letto di semina è tutto, ma alle volte le giovani piantine voglio qualcosa in più. Preparate con attenzione un semenzaio riempiendolo di terriccio fine mescolato a sabbia. Tenetelo umido ma non fradicio. Distanziate il più possibile i semi durante le operazioni di semina per agevolare le operazioni di trapianto (ripicchettatura o diradamento)

Per le semine degli ortaggi vi consigliamo di realizzare dei semenzai a partire da vaschette di plastica o sottovasi. Per le semine dei fiori vi consigliamo di utilizzare dei vasetti singoli, da mettere direttamente a dimora, perchè non amano molto il momento del trapianto.

Se non avete posto in casa potrelasciare i semenzai all’aperto coprendoli con la pellicola di cellophane. Questo li manterrà al caldo e terrà umido il substrato.

tentar non nuoce

Non rispettate i nostri consigli e dateci dentro con l’inventiva! Sperimentate! Poi fateci sapere cosa è successo!

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Qui trovate i semi.

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